Grand document
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F
-Lettre du 21 avril 1736 (de Rome): “Sta bene secondo la sua cortesis.a che retirasse il rametto colle due bagattellerie, ed in quanto al primo se ne servi a suo maggior commodo, e gradirà il mio divoto genio. Godo sentire, che il Sig.r Fischer, soggetto dotto, e degno, e che riv.o umil.te sia nella sua conoscenza, e giusto per di lui ricerca scrissi al Sig.r Caglieri, se aveva delle teste rare in medaglie di fattura del defonto Michele Dervieux. Mi richiese i prezzi di medaglie Imperiali d’ogni metallo e secondo la mia poca prattica gli le notai. Il più buono che prendesse fu una bella medaglia mezzana di Augusto colle teste di Caio, e Lucio Cesari, ed in grande un Macrino, e Diadumeniano da me datogli a prezzo onesto. Circa alli scarabei, quasi tutti erano della raccolta del fu Em.mo Gualtieri e che gli furono procurati da diversi, da chi gli aveva; Se me ne capitaranno, secondo il suo bel genio, ne resterà servita. Questo Sig.r Filippo Barazzi mercante spese circa a tremila scudi dall’Eredità Gualtieri, e da lui a diversi furon rivenduti li scarabei suddetti.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII 11, f° 13r et v – online). +
-Lettre du 28 avril 1736 (de Rome): «Io non fo studio di medaglie di cogno del Padovano, e però la ringrazio della benigna offerta delle due che tiene; E’ ben vero che delli 12 primi Cesari ho avuto genio di raccoglierli, mancandomi solo il Domiziano, e il Tito, che facilmente capitaranno. Ringrazio della memoria avuta di me il S.r Fischer, che veram.te è dotto; Ma poco bene a speso denari per aver’avuto intorno della gentaglia, che gli han fatto prendere delle medaglie da liquefare.”(Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII 11, f° 16r et v – online). +
-Lettre du 2 juin 1736 (de Rome): “Sto scrivendo, come posso su l’opera de piombi Imperiali, trovati monoscapi delle colonne, ed altre con iscrizioni d’Imperatori, e soggetti particolari, quali cose discovertesi da 46 anni in qua, Io ho osservate.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII 11, f° 17r et v – online). +
-Lettre du 15 décembre 1736 (de Rome): “Godo che il disegno dell’aratro, le sia riuscito proprio, poiché il delineatore Romano chiamato Francesco Mazzoni, non abbelisce, ma disegna giusto, come sono le cose, e anche mi serve nell’intagliarle; né se ne pavoneggia come tal’uni. Circa agli avorii, si serva come piace, però per la mia poca prattica quello della testa del Salvatore, croce e lettere lo credo assai più antico, e del tempo d’Imperatori Greci, e capitommi tempo fa una medaglia di metallo mezzana, che da una parte vi era la stessissima testa del Salvatore, come l’abbiamo in pittura greca alla Scala Santa, e nel roverscio S. Gio. che battezza Nro Sig.re, in legenda Oblatio Filiis Homnis, del restante mi rimetto al suo meglio sapere” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII 11, f° 35r et v – online). +
-Lettre du 9 février 1737 (de Rome): “Il nuovo S.r Amb.re di S. M. D. si dice esser molto generoso. Se VS. Ill.ma v’accudiva, e che non avesse soggetto da farglila offerire; mi si scrive da Vienna da un de Segretarii Imperiali, che è il Giacomo Vicinelli Romano, esser facile, che venga per segretario Imperiale, e come è molto mio Amico, e Padrone dilettante di medaglie, m’offerisco adesso per oprare per via di q.o Sig.re La mia opera de 500 piombi diplomatici, e altri di notizie recondite, è un poco voluminoso, vi applico, ma vi vorrà de mesi per darla alla luce.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, AL XII, f° 7r et v – online). +
-Lettre du 22 juin 1737 (de Rome): “Accludo in questa la medaglietta di Costantino colla croce di forma latina, e sabato le ne accluderò un’altra simile alla riportata nell’Anastasio del Bianchini, e a suo tempo si degni di benigno gradimento, con che pregando Dio la conservi lungamente le fò um.ma riv.za Di VS. Ill.ma Osservando, che in accludere la medaglia suddetta faceva mostra d’esservi qualche cosa, ho avuto dubio, che mano indiscreta la poteva aprire; e però la med.a e altra sud.a la riceverà in piccolo involtino per il Procaccio a VS. Ill.ma diretto”. (Firenze, Biblioteca Marucelliana, AL XII, f° 7r et v – online). (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 44r – online). +
-Lettre du 26 octobre 1737 (de Rome): “Scrivo questa mia per avantaggiar tempo avanti di ricevere sua gentilis.a, dicendole che riceverà dal presente procaccio una scatoletta quadra ricoperta di carta suggellata, a VS. Ill.ma diretta, dentro la quale ritrovarà n.° 15 scarabei, in un de quali è inciso il fiore loto, una plasma con tavolini, testa d’ariete di sopra, e con mano che [?] da spiegarsi col suo bel talento, n.° 3 pietre incisevi vasi, gemma incisevi il Dio canopo, un niccolo con la lettera ‘I’ non so se sia tessera, un frammento di corniola con fig.a s.a a scogli, come trovasi espressa la Britannia ne roversci di medaglie d’Antonino Pio Amorino, che riguarda dentro l’urna sepolcrale, o cineraria, sacerdote velato sacrificante.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, AL XII, f° 147r et v – online). +
-Lettre du 21 juin 1738 (de Rome) : “Qui anche è venuta notizia, che il tal medico nulla si intende di medaglie, e cose antiche, e incapace anche di farne indice accidenti del mondo, e sempre in peiora. Non potrà stare a comparire con mia aperta M.r Jean Frederich (Charles Frederick), gentil’Uomo degnissimo, e le cose accluse in essa, le saran date; ma non sono della sua aspettativa, e solo per numero della sua raccolta di gemme, tra quali incise Esculapio e Igia in ametisto, bagarozzo e altri; ma Io la tengo a memoria, ne mi scordarò.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 94r – online). +
-Lettre du 5 juillet 1738 (de Rome): “Col piacere di rispondere alla cortese sua di q.o ord.o, le do notizia esser giunto in Livorno Mons.r Jean Frederich, il quale s’è compiaciuto mandarmi saluti per via del mio Amico Sig.r Abbate Sterbini, cosicché lo credo a quest' ora arrivato costà, e che m’abbia favorito consegnarle una mia acclusovi bagattelle in gemma”... “Il General Visconti di S.M.C.C., quando castellano in Napoli restò prigioniere del Re delle due Sicilie, da questi gli fu data la libertà, venne in q.a città come delettante, fu a favorirmi, indi partì per la Spagna, e sua patria, poi in Francia e Germania, e ritornato qua per passarvi l’estate, mi ha domandato, se costà siasi fatto per il nuovo Gran Duca l’Indice delle medaglie, non gli ho potuto dire, e solo che è fatto Antiquario un Sig.r Medico, che non ha tutta la cognizione per le cose antiche.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 96r-v – online). +
-Lettre du 23 août 1738 (de Rome): Charles Frederick “Martedì 26 corrente senza dubio per cotesta volta li Cav.ri Carlo Frederich, Lethieullier, e sua signora, soggetti studiosi, e ottimi, e compratori di libri d’antichità e il p.° gran curioso di medaglie grandi, però conservatis.e dal quale le sarà data una mia raccommandatizia per bisogno che ha della di lei somma erudizione su molti disegni di cose inedite fattesi disegnare del Sig.r Campiglia, come ho veduto, per farle intagliare costà sotto la direzzione di VS. Ill.maLa figurina Comica Etrusca in metallo già le dissi che quando ritornai da q.o Antiquario Domenico Landi in Trastevere, mi disse che essendo stato da lui il Sig.r Abbate Venuti, l’esortò di portarle a vendere ad’un Sig.r Inglese chiamato M.r Frederich abitante a S. Silvestro dé Teatini a monte Cavallo ed Io essendo poscia stato a riverire detto Cav.re Frederich, me lo confermò, me la mostrò, e mi disse di volerla far disegnare dal detto Sig.r Campiglia” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII 11, f° 105r et v – online). +
-Lettre du 25 août 1738 (de Rome): “La virtuosa dimora in questa Corte delli Sig.ri Cavalieri Lethieullier, e Frederich Inglesi, sempre applicati a libri, disegni e allo studio delle diverse memorie antiche; per quelle poche settimane, che ho avuto la sorte di trovargli, mi hanno data l’occasione di conoscere, col tratto signorile, il di loro sommo merito; e siccome ne ho ricevuto non poche cortesie; così per mostrargline una scintilla di segnale, gli ho accompagnati con q.a mia a VS. Ill.ma, affinché si compiaccia benignamente accoglierli, come sommamente la supplico, tanto più, che per tal’uni monumenti inediti che pensano dare alla luce, goderanno del suo eruditissimo parere; Assicurandola, che tra mille Cav.ri pellegrinanti, non ho conosciuto li più curiosi di medaglie, e d’altre antichità, ne più benigni, e ne più gentili, onde ogni favore, che si degnarà impartirgli, lo stimarò fatto a me medesimo, e mi restarà senza dimenticanza, con che le fò la mia um.ma riv.za Di VS. Ill.ma” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII 11, f° 104r – online). +
-Lettre du 30 août 1738 (de Rome): “Senza sua gentilis.a devo dirle che li Cav.ri Carlo Frederich, Lethieullier con sua Sig.a partirono martedì dopo 21 hora, al p.° diedi lettera per VS. Ill.ma dalla quale, spera consiglio, e lume per intagliar costà alcuni disegni fattisi fare da q.o Sig.r Campiglia, e come Io le scrissi, che le averei mandato certi disegni con q.o Procaccio, non è seguito a causa che detto Sig.re, mi disse che no oggi, ma oggi ad otto Io gli avessi mandato diretto a VS. Ill.ma un catalogo delle medaglie ereditarie della Regina di Svezia; onde con questo sabato venturo, riceverà li promesseli disegni, e offerendomi, le fò um.ma riv.za Di VS. Ill.ma” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII 11, f° 106r – online). +
-Lettre du 13 septembre 1738 (de Rome): “Diretta a VS. Ill.ma farà retirare da cotesto procaccio un pachetto grande quadro ricoperto legato, e suggellato, entro del quale trovarà lettera per il S.r Cav.re Carlo Frederich, e due pachetti, cioè copia manoscritta di 130 fogli di medaglie ereditarie della Regina Christina, quale con detta lettera si compiacerà consegnare al sud.o S.r Frederich dal quale mi fu ordinato, ed è costato scudi undici al copista, quali se detto Sig.re le li pagarà, li serbarà per mio conto; Se poi VS. Ill.ma ne desidera copia, la servirò con descrizzione più breve, poiché vi sono quasi la metà delle parole superflue, ma così volle q.o S.r Duca di Bracciano per sua più intelligenza, mentre essendovi [‘] nell’eredità, in caso egli l’avesse vendute, per regolarsi la stima da detto inventario, e come fò copiare per il med.mo le medaglie d’oro de Certosini, e quelle del fu Em.mo Gualtieri, sono in latino e brevi e le ne rendarò servito, se le piacerà.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, ACC XIII, f°333r-334r – online). +
-Lettre du 20 septembre 1738 (de Rome): “Riceverà con q.o Procaccio un rotoletto di carta legato, e suggellato di [16] suggelli a VS. Ill.ma diretto, entro cui trovarà due manoscritti di copie di med. d’oro, e lettera, che si compiacerà consegnare a cotesto Cav.re Carlo Frederich (Charles Frederick), e se dal med.mo le venga restituita una medaglia di Vitellio Egizia inedita, o ver denari in scudi 14 spesi da me per questo, e altro mandatole manoscritto delle med. della Regina Christina, si compiacerà ricevergli” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 113r – online). +
-Lettre du 27 septembre 1738 (de Rome): “La copia della descrizione delle medaglie della Regina Christina, e troppo triviale; ma così la volle q.o Sig.r Duca di Bracciano per sua Intelliggenza; con’un poco di tempo la ristringerò, e purgarò dalli difetti concessi da chi sotto la mia dittatura scriveva affinché ella ne resti servita, cosi pure delle altre due dell’Eredità Gualtieri, e Certosini, in’oggi di S.M. Imp. Le, e potrò darle in nota molte med. non vedute dal Vaillant, e da altri Antiquari.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 111r-112r – online). +
-Lettre du 4 octobre 1738 (de Rome): “Farò retirare da q.o Procaccio sabato venturo ciò che m’accenna colle med. del Vitellio per restituirla a chi me la fidò, come anche dell’ult.a scatola un Quinario d’argento di Probo, da me non più osservato, e che mandai col fine di vedersi dal sud.o S.r Frederich, da cui ricevendo altro col suo commodo me li mandarà. Stimo benis.o la dedica accennatami per esserne meritevole, né in questo tempo trovasi in Londra maggior curioso di esso, come vedrà con’un poco di tempo per esservi unito il modo di spendere; Onde son sicuro che ne farà dovuta rimostranza; Se egli farà intagliare alcune delle sue rarità, gli ricordi mandarmene una stampa. Quanto prima riceverà la descrizzione delle medaglie dove vi unirò un fuso d’ivorio, dico fuso da filare trovato verso la Fratta di Perugia, e un piccolo amuleto in metallo”. (Firenze, Biblioteca Marucelliana, AL XI, f° 148 r et v – online). +
-Lettre du 11 octobre 1738 (de Rome): “Riceverà col presente Procaccio, a VS. Ill.ma diretto, un rotoletto di carta suggellato, dove troverà le cose seguenti. ...Altro foglio delle medaglie d’oro Gualteriane. Altro de PP. Certosini, oggi di S.M.C.C. [...] Vedo dalla sua gentilis.a a questo punto pervenutami, che abbia pagato due scudi al Sig.r Liborio, il che sta benis.o, e li restanti scudi 12 con altro, e medaglie che le saran date dal Sig.r Carlo Frederich, a suo commodo me le rimandarà pel Procaccio, e come ho ricevuto lettera da detto ult.o Sig.re, gli rispondo in q.o ord.o, che però mi farà favore d’avvisarlo, affinché mandi alla posta..” (Firenze, Biblioteca Marucelliana,BVII, 11, f° 114r et v – online). +
-Lettre du 18 octobre 1738 (de Rome): “So che le sue medaglie d’oro, e di metallo, non mostrano il di lui volto, ma deità; ed Io ritrovandomi tra le medaglie greche di detto Re un Tetradagma d’argento battuto non dico in Sicilia, ma dopo essere ritornato ha la testa coll¿elmo, e si vede non già barbuto, ma di ritratto giovane fatto, né certo e di Marte, nel rov.o sopra a caval marino, e fig.a di donna, credo sua madre, e lettere [c. 115 v.] la voglio publicare contro la corrente, e per non attirarmi un Torrente, la ponerò sol per congettare e compatisca di tal confusione.[...] Godo che cotesti noti Sig.ri abbian veduti li medaglioni, e se dal S.r Frederich, le saran dati scudi 8, potrà ricevergli; intanto oggi gli rispondo, e però si compiaccia fargli sapere, che mandi alla posta» (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 115r-116r – online). +
-Lettre du 25 octobre 1738 (de Rome): “Godo che ricevesse le bagattellerie, e una di manico di coltello, è accennata dal Buonarroti né medaglioni Carpinei. Credo che dal Sig.r Carlo Frederich le siano stati dati scudi 8, che così mi scrisse. Credevo che la dimora fosse più lunga, e se sia partito per Bologna, è facile, che mi scriva da detta città in risposta d’una mia. Circa all’iscrizzioni degli Arrunzii, sa, che egli fece incassare due Urnette che così mi disse il falegname, e se vi siano li nomi Arruntii saranno state trovate dopo, e quando Io gl’indicai detto Mausoleo, poiché egli solo andava a vedere le antiche cose, che gli si dicevano, o le sapeva per libri, dico il Signor . VS. Ill.ma ha fatto un gran favore in far comprare il libro delle medaglie, e med.ni da PP. Certosini perché è raris.o mentre venduti all’Imperatore gli diedero anche li rami, e qui ve n’è uno che detto Cav.re voleva comprare, ma il Padrone speziale S.r Ant.o Borione gli domandò scudi 4 detto Cav.re ha buon gusto nelle belle, e conservate medaglie, ma essendo voluto da me informarsi delli Falsarii stati di medaglie, si è impresso nella mente, che prende le antiche per false. Li medaglioni de PP. Certosini furono da me [c. 119 r.] Monsig.r Vignoli, e da altri stimati per l’Em.mo Albani, e d’ord. del med.mo, può considerare con che cura e verità furono stimati tutti antichi, e senza dubietà, che poi non seguì il contratto a causa che S.E. non aveva 13 mila scudi; Si sparse da malevolo Antiquario Calabrese di S.M.I., che ve n’erano delli falsi perché non fu mandato lui in Roma a comprargli; ma il celebre suo designatore, il quale si esentò dalla Corte; furono mandate fedi da quì per la verità, S.M.I. le fece riconoscere da altri, e trovata la verità, mediante il Prencipe Pio fece richiamare il suo disegnatore, anzi lo regalò e il sud.o Antiquario D. Gio. Botta Paneggia vedutosi scoperto, s¿accorò, e se ne morì! In sostanza Io l’assicuro, che sono tutti antichi, e assai più conservati di cotesto Tesoro veduto dal detto Monsig.r Vignoli, Bianchini, e Cav.re Andrea Fontana Inglese (Fountaine), e da altri che avevan veduti questi de Certosini, che è quanto le posso dire per verità e le fò um.mi inchini. Di VS. Ill.ma Anzi devo aggiungervi, che due o tre medaglie raris.e in detta stima mandata a Vienna, vi era notato = False del Cocornier.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 118r-119v – online).
-Lettre du 1 novembre 1738 (de Rome): “Non ricevo sue gentilis.e per saper se il Carlo Frederich e sua compagnia, sia partito da costà, e se si ricordasse di pagare per me a VS. Ill.ma scudi 8 per medaglie d’argento che si ritenne, che con altre mi feci fidare da un P. Gesuita.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 11, f° 120r et v – online). +