Grand document
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F
-Lettre du 13 avr. 1652 : Gottifredi rédige l’inventaire de sa collection, encore modeste : « io sto in fine del mio inventario che per la scarsezza dell’oro e dell’argento apparisce per studio adunato da un povero gentilhuomo, da non paragonarsi a qulleo di un principe grande » ; sur la « règle » de Claude Ménestrier : « La regola insegnata da Claudio Menstrii nelle medaglie d’oro è verissima, fallisce pero nelle consolari, quali per lo più sono rozze, bolse, senza colore, quale che sia vero V.S. l’osservi, nella consolare della famiglia Hirtia, nelle quale io l’imparai, havendone hauto 13 insieme nelle studio che già comprai del cardinale Sacrato e son certo ch’erano antiche essendosene trovate passa 200 in un vaso da un lavoratore verso Civitavecchia, delle quali erano 13 che compro Sacrato » (voir Missere Fontana 2009, p. 264, note 192, p. 295, note 377). +
-Lettre du 14 juin 1652 : sur les faux de la collection Boncompagni qui recèle « tante medaglie, ch’io stimo moderne, quali detto monsignore [Girolamo] non vuol credere che siano tali » (voir Missere Fiontana 2009, p. 263, note 176). +
-Lettre du 22 juin 1652 : référence critique à Sebastiano Erizzo (voir Missere Fontana 2009, p. 207, note 171, p. 268, note 216). +
-Lettre du 6 juil. 1652 : un échange avec une pièce de Claude le Gothique sur laquelle on ne lit que le C est peu avantageux ; référence critique à Sebastiano Erizzo ; attribue à Alexandre et non à Trajan Dèce une monnaie avec Sallustia Barbia : « raggioni evidenti e sono già più di 25 anni che io osservo tanto dalle medaglie di metallo, quanto da quelle d’argento, che quelle di Sallustia Barbia erano di meglior maniera e di meglior metallo di quelle de Traiano Decio, ma non havendo altra certezza, non sapendo a chi dechiararne la moglie, occorse ch’essendo io andato a Napoli nel 1632 la bona memoria del c[ardinale Francesco] Buoncompagni volse ch’io stessi seco alcune settimane, nelle quali revoltando spesso il suo studio, trovai che fra le sue mezzane greche trovai una medaglia benissimo patinata et conservata che ha da una parte la testa di Alessandro e dall’altra quella di Sallustia Barbia dalla quale m’accorsi che non di Traiano Decio, ma d’Alessandro era moglie et osservi V.S. le medaglie di detto Alessandro et massime quelle d’argento et quelle di detta Sallustia, che vedrà che sono appunto dell’istessa maniera, feci poi all’hora ben che il detto Cardinale mettesse la medaglia in un cerchio e poi in uno scatolino, dove adesso ancora monsignor Arcivescovo la conserva o almeno la conservava l’hanno passato, quando favori monsignor Massimi e me di mostrarci il suo studio » (voir Missere Fontana 2009, p. 207, note 171, p. 248, note 81, p. 268, note 216, p. 272, note 242, p. 301, note 404). +
-Lettre du 22 juil. 1652 : Leopoldo de’ Medici veut améliorer sa collection de consulaires (voir Missere Fontana 2009, p. 250, note 97). +
-Lettre du 17 août 1652 : instruit Fytton sur la manière de détecter les faux : « osservando non tanto il taglio che come V.S. sa nell’oro è fallace, quanto li piani et l’asprezza del rilievo, con che si distinguono l’antiche da quelle di getto moderne » (voir Missere Fontana 2009, p. 264, note 189). +
-Lettre du 24 août 1652 : critique d’Enea Vico ; critique de Tristan de Saint-Amand (voir Missere Fontana 2009, p. 207, note 169, p. 268, notes 214, 221 et 223). +
-Lettre du 7 sept. 1652 : vend un très bel Auguste en or avec un taureau « per 2 giulii più del peso » à revendre à un orfèvre de Torsanguigna qui les prend à un écu au-dessus du poids (voir Missere Fontana 2009, p. 247, note 71). +
-Lettre du 21 sept. 1652 : anecdote d’une médaille retouchée en présence de Gottifredi puis échangée avec un français de passage à Rome et finalement publiée comme vraie par Tristan de Saint-Amand : « quanto a quella con Hercole che amazza il cavallo, quale ha stampata il Tristano, le dico che tal medaglia fu già mia et io perché l’hebbi quando usci dalla terra la diedi a Domenico Merolla … quale une mattina in mia presentia fece col bollino l’hidra, il toro et quanto ci è, perché non si scopriva se non un cavallo e perché poi tal medaglia non mi piaceva, cambiai con alcune altre con un francese chef u in Roma 14 o 15 anni sono, dal quale credo l’abbia hauta Tristano, quale da quella e d’alcune altre mi sono accorto che non distingue le medaglie falsificate dalle si vere » (voir Missere Fontana 2009, p. 266, note 202). +
-Lettre du 5 oct. 1652 : connaît les états de conservation des pièces rares : « Io non ho tal riverso et quello che sta nello studio de’ Farnesi è assai inferiore a quello, anco per la conservatione » ; évocation des monnaies retouchées : « Il medaglione già è stato un poco polito col bollino, ma come che dall’una e dall’altra parte vi siano molti busci profondi e delle lettere non se ne veda vestigio, V.S. puo assecurar Sua Altezza che non è possibile farlo riuscir da serie, perchè sarria necessario e dalla testa e dal rovescio lavorarlo tutto di nuovo e farci quelle lettere che ci dettarà il nostro capriccio, pure quando Sua Altezza havesse gusto di quel bel pezzzo di metallo et volesse veder l’operà, che saprà far qui uno che ci rinetta le medaglie, sappia che havendoglielo già fatto vedere mi dice che bisogna sbassar tutti li piani, quando possa far rilevar le lettere et li busci più fondi li riempirà di stucco, ma non potrà comenciarlo prima che di tutti i Santi, partendo di Roma domani per alcune sue occupationi. La medaglia di Constantinopoli riuscirà meglio, ma nella guancia dove è molto rosa sarrà necessario mettervi dello stuccco e dico questo accio prima vi si metta mano, sappia Sua Altezza quello che se ne puol sperare » ; référence critique à Sebastiano Erizzo (voir Missere Fontana 2009, p. 207, note 171, p. 254, notes 124 et 128, p. 255, note 130, p. 268, note 216). +
-Lettre du 12 oct. 1652 : sur les pièces retouchées : « Plautilla è falsificata apertamente e forse era prima una Lucilla, ma quando non frustata tale certo è che di Plautilla non è mai stata, anzi ne meno la someglia, essendo Plautilla e per il volto e per l’acconciatura de’ capelli assai diversa da quella, percio V.S. non la metta in serie, che saria mancamento » (voir Missere Fontana 2009, p. 261, note 163). +
-Lettre du 19 oct. 1652 : comparaison des physionomies monétaires de deux Gordiens (voir Missere Fontana 2009, p. 271, note 238). +
-Lettre du 2 nov. 1652 : Tristan a encore rêvé : « Tristano si è sonniato » (voir Missere Fontana 2009, p. 269, note 227). +
-Lettre du 9 nov. 1652 : soutient que les monnaies de bronze sont des médailles commémoratives : « Ricordando sempre a V.S. ch’essendo servite le medaglie d’oro per monete, non si faceva in esse quella diligenza che si faceva nelle medaglie de’ rame, ch’erano battute per honorevolezza di quegl’imperatori et per le loro imprese e fabriche » (voir Missere Fontana 2009, p. 206, note 164, p. 268, note 217). +
-Lettre du 16 nov. 1652 : expertise limitée des numismates parisiens : « in Parigi, lei lo sa meglio di me, non si distinguono le medaglie rifatte o falsificate dal bollino o dal buone et sincere » ; supériorité du témoignage numismatique sur les textes postérieurs : « è piu peso il testimonio che n’habbiamo dalle medaglie, di quello che ne scrivano gl’autori e massime essendo moderni, il Panvinio et il Golzio si possono esser ingannati » ; authenticité d’une monnaie de la collection Lodovico Compagni : « ma il Massimiano è moderno securo, vien ben da una antica che ho per tradizione del già Lodovico Compagni, ch’hebbe l’Imperatore Ridolfo essendone restati qui li piombi » (voir Missere Fontana 2009, p. 266, note 203, p. 269, note 231). +
-Lettre du 7 déc. 1652 : sur la collection de Lelio Pasqualini achetée par Boncompagni : « un famoso pezzo d’antichità sacra che fu già di Lelio Pasqualino, capito doppo con tutto lo studio in mano del cardinal Boncompagno, doppo la morte del quale il Duca di Sora, non cognoscendolo, lo dono con una studioletto di medaglie ad un suo guardarobbo favorito, che non la volse […] vendere, ma ultimamente sendo restato in molto bisogno per una lunga prigionia l’ha venduto ad uno dal quale si puol havere per 4 doble, rappresentava questo li dormienti con li loro nomi in smalto antico, fatto ligare et supplire con argento dall’istesso Pasqualino, è questo pezzo veramente oltre la sfera delle medaglie, nondimeno stimandolo io degno del signor Principe, ho voluto mandarlo, accio se le piacerà se lo ritenga, quando non le paresse di uscir dalle medaglie farrà gratia di rimandarlo, perché qui è desideratissimo » ; sur la collection de Leonardo Agostini que cherche à acquérir Leopoldo de Medici : « Sento quanto m’avvisa del signor Leonardo … lui ha veramente alcuni pezzi buoni, ma molti mediocri e molti tristi, percio bisogna starci avertito e circa li prezzi che dice trovar delle sue medaglie, non è necessario creder sempre che dica il vero » (voir Missere Fontana 2009, p. 75, note 75, p. 227, note 266 et p. 274, note 250, p. 337, note 167). +
-Lettre du 14 déc. 1652 : le nettoyage peut faire disparaître la patine : « l’Antinoo che mandai costi con il cerchio al qual ancor che sia stato levato il colore o pelle che haveva, si cognosce pero certamente per antico, tale l’ha giudicato anco l’Abbate di Séguin » (voir Missere Fontana 2009, p. 265, note 198). +
-Lettre du 4 jan. 1653 : ne fournit que les meilleurs exemplaires aux Medici ; critique de Tristan de Saint-Amand (voir Missere Fontana 2009, p. 248, note 74, p. 268, note 223). +
-Lettre du 11 jan. 1653 : sur les tractations pour obtenir la collection d’Agostini (qui ne passera aux Medici que bien plus tard) et qu’Agostini ne veut montrer à aucun intermédiaire mais Gottifredi s’en souvient bien : « dal detto (Agostini) altre medaglie che quelle che non puol sperare da altri, si per il prezzo, come perché poche delle sue medaglie non sono passate sotto il bollino, massime che di quelle dell’Angelone e d’altri, io spero poter provedere il signor Principe di gran quantità di medaglie et a megliori prezzi assai che non haverebbe da lui. Quanto a farle vedere da alcuno adesso non è possibilie perché esso ch’è avvedutissimo s’accorgerebbe subito dell’artifizio et non lo mostraria ad alcuno, massime che facendo da 2 mesi in qua una cava per sé et sopraintendendo anco ad un’ altra che fa fare don Lelio Orsino, non si vidde più per Roma che la mattina delle feste e percio non tratta più con alcuno. Mi ricordo ben io della piu parte delle sue medaglie e ne darro la relatione che posso » (voir Missere Fontana 2009, p. 228, notes 276-277). +
-Lettre du 1 fév. 1653 : sur l’achat de la collection Angeloni (voir Missere Fontana 2009, p. 229, note 281). +