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E
-Lettre du 8 janvier 1686 (de Florence) : «Il libro che compongo De annis Syro macedonum, mi fa essere importuno alla patienza di V. S. Ill. scrivo però per tempo, acciò ella con tutto suo comodo mi possa favorire. 1. Desidero sapere se la medaglia del fu Signor Setala APXI ΣTEΦANOΥ ANTIOXEΩN. sia d'Augusto, o come credo di Tiberio per la parola ΣEBAΣTOΥ, perchè quì altra fra le Medicee già del Cardinale e con EM di Tiberio. 2. La medaglia degli Aradi BMT. Di Domiziano mi è necessario stamparla (non B occorre disegnare la testa di Domiziano, che la cavarò altronde. Bastano le parole dell'iscrizzione, come stanno e se ha il capo laurato onde ne bramo il dissegno i tutte due le parti; come anco di quella sodetta del Setala, perchè l'opera riesca più curiosa con tali figure, e prego la cortesia di V. S. Ill. o per se o per amico ottenerla dall'Eccellentiss. Sig. Dottor Bidelli, che nominarò nel libro. 3. Vorrei ancora il dissegno della medaglia sua di Probo CONS. I. Io veggo che sono impertinente, ma il bisogno mi fa essere cotanto ardito, e la di lei cortesia mi rende più audace nel supplicarla di tali favori. L'Epoca degli Aradj è ottimamente da lei dedotta dal titolo ΠAPΘ. che sta nella medaglia Medicea, e in coscienza sono tenuto nominare lei come autore, perche io non ci pensavo. Da Strabone poi io deduco l'origine di tali epoche, che principiarono nel regno di Seleuco Callinico, quale gli Aradi favorirono contro il fratello Jerace, onde in ricompenſa n'ebbero l'Autonomia. L'epoca Archieraticon ZK nella medaglia d'Augusto, è nel Museo di S. A. nè si segna l'onore fattogli A. V. 732. perchè non era all'ora nell'Asia, ma in Roma, come attesta Dione; se bene in detto anno andò poi in Sicilia, e nell'anno 734 andò nella Soria. Quindi è o l'Epoca dall'A. V. 705. o 723. dall'Imperio d'Augusto, come in molte altre, che ho veduto. La Corte è tutta andata in Pisa, fuorchè il Principe, che partirà dopo dimani e le bacio riverente le mani. Per minore suo scomodo e fastidio, basta che nella medaglia del Setala mi ponga in un circolo le parole del diritto, che io poi li farò il capo d'Augusto, o di Tiberio. Poi in altro circolo ella descrivi le parole come a punto sono in tante righe nella corona, ch'ella vedrà s è laurea o quercea. Così come dicevo, per il diritto di quella de gli Aradi, baſsta un circolo con le parole come stanno. Il rovescio però bisognerà disegnarlo. Quella di Probo si può fare come lei vorrà. Firenze 8. Gen. 1686. APXIE PEI. KAIΣAPI. ΣEBAT Caput Aur. del Bidelli » (Noris 1741, lettre CXI, col. 274-275).  
-Lettre du 28 janvier 1686 (de Florence) : « El passato ordinario il Corrierogion. se così tardi, che non potei accusare la ricevuta delle medaglie nel scattolino. Quella di Domiziano, quando anco fosse legittima, non è buona per convincere il P. Arduino, che negarebbe essere quella piccola testa di Domiziano, mentre nega quelle che hanno la iscrizione, Monsù Vaillant mi scrive avere comprato per 200. scudi medaglie Greche mezzane, che in Roma non stimano, quali sono di molta erudizione, fra queste di Domiziano: APAΔIΩN BNT. e in quella del Sig. Bidelli è un N non un M. Altra di M. Aurelio: APAΔIΩN AKT. altra di Caracalla cum cupressu inter Taurum & leonem & zor. ma questa è di Eliogabalo, e l'ha bellissima il gran Duca con altre figure e l'epoca è la stessa. Nel Museo di S. A. vi sono cinque medaglioni di Tiro con l'epoca, ma così in garbugliati, che io non gl'intendo. Hanno tutti nel rovescio un Aquila con la clava, e la palma. Quattro nel diritto hanno senza lettere un capo laureato. Una é d'Antioco ivi nominato col diadema. In una l'epoca è facile EK. nell'altra LH. nella terza d'Antioco PE. nelle altre due che non stimo legittime, perchè sono quasi nuove, come ora escite dalla officina, son i dubbi. Una l'altra e l'Aquila è fra le dette lettere in ambidue i medaglioni. E' più d'un mese che sono dietro al primo Capitolo de annis Syro-Macedonum, e ogni giorno più mi broglio per la incertezza di quegli anni, che voglio premettere, come base delle dette Epoche. Quì li giardini danno i loro fiori, ne si sente punto di freddo. Il Gran Duca vuol aggiongere 4. grosse galeotte alla sua squadra, già che vede nel la futura campagna li collegati vogliono fare un più valido sforzo contro il Turco. Rimandarò quanto prima le medaglie, e la prego ringraziare la cortesia del Sig. Bidelli. Stò attendendo il favore della medaglia Settaliana, perchè mi è di gran prova in quello che sono per dire. e le bacio le mani. Firenze 28. Gen. 1686 » (Noris 1741, lettre CXII, col. 275-276).  
-Lettre du 12 février 1686 (de Florence) : «E due medaglie Settaliane, che la cortesia di V. S. Ill. mi manda descritte, sono ne' Musei Medicei, riftrovandosi quella A. EΠI ΣIΛANOΥ ANTIOXEΩN EM, fra quelle del fu Cardinale Leopoldo, che S. A. mi permise guardare, essendo 7. anni che quei scrigni, che tiene nella sua camera, non si erano aperti. Veggo però ch'è necessario, vedere in fonte ogni cosa, perchè già ella mela descrisse APXI ΣTEΦANOΥ ANTIOXEΩN e dice EΠI ΣIΛANOΥ. In tanto ella noti le due epoche, come le scrissi, cioè A prima lettera anno primo Tiberii, e Monsù Vaillant è di questo mio parere; poi EM, è l'anno 45 dell'Imperio d'Augusto nell'Asia; mentre quì abbiamo tre medaglie EΠI ΣIΛANOΥ ANTIOXEΩN EM. del Sig. Bassetti, e due di S. A. con ΓM. e ΔM e poi EM, che sono 4 anni continui del governo di Cretico Silano nella Siria. Non ha S A. medaglie d'Ascalona ; onde bisognerà le trovi in altre gallerie, e oggi ne ho trovata una d'Apamea di Siria con l'epoca fra quelle Medicee. Monsù Vaillant nulla mi risponde al proposito chi sia il Re posto ne'Medaglioni d'argento di Tiro con l'epoca EK. e che ha come i Romani il capo laureato. Se non è epoca della città, non può essere che d'Antioco Ciziceno che regnò 26. anni, perch'è certo che non è d'Antioco il Magno. Il detto Vaillant sarà a queſt'ora partito per Bologna, e dopo Parma, andrà a Venezia e poi ella lo vedrà costì. Mi promette mandarmi da Parigi molte città con l'epoche. In tanto sono due i mesi che cerco se l'anno de' Macedoni fosse Solare, o Lunare, nè trovo cosa che mi soddisfi; se bene ciò non importa alle epoche, perchè anco avanti Cesare, l'anno de Romani era Lunare di 355. giorni istituito da Numa, il che non confonde l'epoca degli anni ab urbe condita. Io ho trovato che i Tiri principiavano l'anno adi 19 Ottobre, li Gazensi adi 28. dello stesso mese. Ma considero che non è certo che quello fosse il capo degli anni delle Epoche segnate nelle medaglie. Così li Romani principiavano l'anno da Gennaio, ma l'epoca ab V. C. era adi2 1. Aprile. Io provo con evidenti testimoni di Scrittori d'Antiochia, che l'epoca loro non principiò nè di primavera, nè nell'estate, nè meno nell'autuno ; poiché il medemo anno correva nel marzo e nel fine di Novembre. Onde sono ingarbuglia to. Del resto d'Antiochia dirò molte cose rare, benchè ora quella città sia totalmente distrutta. Mando per un mio amico le medaglie di V. S. Ill. al Sig. Magnavacca, che poi da Bologna glie le trasmetterà, e la ringrazio del favore fattomi. La medaglia di M. Aurelio con APAΔIΩN AKΥ, non è nel Museo Mediceo, ma l'ha comprata in Roma Monsù Vaillant, che quando sarà costi glie la mostrerà. Ella dice ottimamente che il titolo ΠAPΘ. nella medaglia d'Arado in Trajano ci conduce a sapere dal vicino l'epoca di detta città. Qui non abbiamo novità; e il vedere che in Pisa si lavora dietro a quattro grosse galeotte, fa credere che S. A. sia per mandare molta gente da sbarco in Levante, che saranno più di 6oo. fanti veterani del presidio di Livorno. Ella facci un allegro Carnevale, che io al solito lo farò dietro alle medaglie della Soria, e le bacio le mani. Firenze 12. Febraio 1686 » (Noris 1741, lettre CXIII, col. 276-277).  
-Lettre du dernier jour du carnaval (de Florence) : « Ricevei dal Cavallerizzo di S. A. S. l'involto de libri, quali ho consegnato al Sig. Magliabechi, come V. S. Ill. mi ha comandato. Monsù Vaillant è stato una settimana di più in Roma; è però già partito, e volendo vedere per istrada alcuni Musei de'particolari, tarderà alquanto arrivare, benchè di pochi giorni a Bologna, ove oggi ricevo lettere non essere arrivato. Vorrebbe vedere le medaglie del Sereniss. di Parma; ma perchè queste stanno su tavoloni sparse, e quasi confuse, sarà diſficile le sia permesso vederle. Circa i medaglioni di Tito presto li riceverà. Monsù Vaillant mi scrive che quel capo laureato è d'Ercole. Ma il vederlo delicato, e giovane, e in altre medaglie un poco più attempato, e differente nel volto, mi rende difficile tale sua opinione. Con l'occasione che ho riveduti li medaglioni Greci d'argento di S. A. ve ne ho trovati 10. con ETOΥC NEOΥ IEROΥ, fra quali uno di Vespasiano che ha il petto coperto da una grand'aquila in guisa, che non si vede altro sopra l'aquila, che il di lui capo, nel rovescio vi è Tito Cesare. Ho scritto a Parigi per avere quattro città con l'epoche, della Siria. […] Il Sig. Bassetti ha una medaglia segnata: ANTIOXEΩN THΣ MHTPOΠOΛEΩΣ IER. AΣΥΛOΥ XAI AΥTOMOΥ, e sotto il Giove Δ anno IV, quale però per l'antichità è logora alquanto. In oltre è certo che l'epoca Antiochena non principiò di Maggio, e ciò ha già dimostrato il Petavio in un intiero capitolo. Ma erra nel dire principiasse nel Settembre, perchè dal Marzo al fine di Novembre io trovo correre lo stesso anno degli Antiocheni. E' stato ricercato il Serenissimo Duca da Parigi non so da chi se abbi medaglie di ΦANEAC con epoca, ed io ho avuto ordine da Pisa mandare le due di Faustina, che hanno ET. vi cioè 90. col soggiongere che si legge ΦANEAC ec. Sentirò quello risponderanno questa sera è l'ultima del Carnevale, e altre lettere che devo scrivere mi fanno chiudere la presente col farle umile riverenza, Firenze 1686 » (Noris 1741, lettre CXIV, col. 277).  
-Lettre du 7 mai 1686 (de Florence) : « Sono stato con continuo studio occupato nel sbrigare l'epoche delle città Siriache, e ne ho trovato di 26. città; e il libro è terminato. Ho ricevuti li dissegni di quelle rare di S. M. Cristianissima, e ne aspetto di tre altre città prima di copiare il libro. Sono di : 1. Apamia 15. Napoli 2. Arado 16. Palmira, 3 Ascalona 17. Philadelphiae 4. Antiochia 18. Rafia 5. Damasco 19. Rheſina 6. Dora 2o. Tripoli 7. Gabe 21. Tiro 8. Gabala 22. Sidoria è 9. Edessa . 23. Tiberiade I0. Gadara 24 Capitoliade 11. Gaza 25. Laodicea ad 12. Emesa Libanum 13. Laodicea 26. Seleucia 14. Paneade Se V. S. Ill. ha oltre quelle d' Antiochia, qualche medaglia delle notate con l'epoca, me le descriva, che le citerò nel mio libro. La prego bensi mandrmi disegnata rozzamente quella di Damasco, che io poi farò in rame dissegnare politamente. Mi scrisse Monsù Vaillant non avere trovato costì lei ch'era in villa. Da Parigi mi scrive un gran letterato essersi licenziato per non volersi far Catolico, Monsù Morel (mancipatus custodia, ibi detinendus, donec regiorum numismatum, quotquot sibi delineaverat, typos exhibuerit) parole che io non intendo se significhino, che debba restituire li disegni, o pure i rami già intagliati. La ringrazio del libro dell'Ottio, quale però non valerà più, mentre il Padre Pagi stampa le sue note Baroniane. Ho ricevute medaglie disegnate del Cristtianissimo con ΦOΥΛOΥIAN Plautillam; onde suo Padre era L. Fulvio Plautiano, che il Panvinio fa Settimio. Così a poco a poco averò corretti molti errori ne'Fasti. […] Firenze 7. Maggio 1686 » (Noris 1741, lettre CXV, col. 278-279; Williams 2009, p. 106, note 5 ; Missere Fontana 2000, p. 177, note 67).  +
-Lettre du 21 mai 1686 (de Florence) : « Monsù Vaillant mi scrisse che ne' Musei di Venezia non aveva trovato medaglie con epoche, e lei mi scrive averne due sole; onde veggola ricchezze di quelle del Re Cristianissimo, che ne ha in tanto numero. Io non scrivo se non delle epoche delle città della Siria, dando il titolo al libro de anni Syromacedonum; che però l'epoche delle città dell'Asia minore, come d'Amiso, Amasia, Anazarbo ec. non fanno al moi proposito. Le medaglie medicee di ΦANEAC ΠOΛEΩΣ ec hanno Diana con due cervi tanti a piedi, onde forsi tale potrà essere il roverso della di lei medaglia di Aurelio ch' ella però dice essere tutulata con due tori. La prego dirmi s'è logora, o pure ben conservata, perchè non vorrei in ciò errare. Da essa si vede che M. Aurelio era ancora Cesare. L'altra medaglia di Tiberiade, è simile a quella del Re, il di cui disegno ho ricevuto dal Sig. Rainssant fatto per mano di Monsù Morel; ma in esso non si vede il fiume a piedi, e la Dea salute sede sopra una cosa simile alla celata tonda di Castore e Polluce in questa figura ed ha la stessa Epoca ET. AΠ. S'è sopra un monticello col fiume al basso, è più intelligibile; mentre la casside non so come si debba ivi spiegare. Quindi la prego riflettere con gli occhi al detto suo roverso. E circa la prima medaglia d'Aurelio Cesare, sta nell' Arduino pag. 341. Linea 8. ante finem, ove ſsi legge: Diana multimemia, ove lei pone figuram tutulatam & c. ed io veggo, ch'è lo stesso roverso della Faustina Medicea. Stimo però che l'Arduino finga nel principio della pag. 542. ΠP, che sarà ΠΘ leso nella seconda lettera da esso non ben osservato. Sto aspettando alcune notizie delle medaglie di S. M. dal Rainssant, quale non ha, o non vuol avere chi gli facci li dissegni, poich'è mancato Monsu Morel, quale non so se stamperà più li libri promessi, e per i quali molti fra quali il Sig. Magnavacca, avevano dati molti scudi anticipati. Sarà un bel imbroglio […] La prego mandarmi una figura del L. Vero che sta alla pag. 233 del di lei Occone illustrato, perchè ho quì poca fortuna in colpire bene li dissegni, come anco un Domitiano pag. 127. » (Noris 1741, lettre CXVI, col. 279-280).  
-Lettre du 24 juillet 1686 (de Florence) : « Nel cap. 1. la madre di M. Aurelio è detta dal medemo Capitolino Domitia Calvilla, e poi la chiama Lucilla; Sicchè aveva due cognomi, o mutò il primo, e si chiamò Domicia Lucilla, ch'è la posta nelle medaglie col titolo AUGUSTA. Io non so se quegli Antiquari, che lei chiama in detto luogo, abbino ciò veduto[…] Scuopro nuovi errori nel libro dell' Arduino. […] Circa le Epoche io bramarei, che a suo comodo mi mandasse la sua opinione, voglio dire, come ella intenda i numeriche sono nelle medaglie e facci le lettere numerali maiuscole, acciò io non sbagli nel leggere » (Noris 1741, lettre CXVII, col. 281-282).  +
-Lettre du 6 août 1686 (de Florence) : « Nella settimana passata ho ricevute le tre medaglie che V. S. Ill. mi ha favorito mandarmi, e per la prima sicura occasione le mandaro al Sig. Magnavacca, quando lei non comandi in contrario. Ora mi rittrovo ricco di molti disegni inviatimi da Parigi, e vado copiando il mio libro. Nelle medaglie d'Antiochia vi trovo 4. Epoche, ed ho medaglie bellissime, e vi discorro molto diffusamente. Il Sig. Patino ricercato di qualche epoca, non mi ha risposto. Mi scrive il Sig. Niccolò Toinard da Parigi avere ricevuta una medaglia che lei gli ha mandato per il P. Mabillon. Sono ambedue gran letterati; ma il primo è curioso delle medaglie scritte ne'libri, non avendone in rame o altro metallo. Io non pensavo mai di durare tanta fatica in questa mia composizione. Quì non ho chi dissegni bene le teste de gl'Imperatori, e pure le pago molto bene, e le faccio intagliare in Roma, ed in Bologna per 7. paoli l'una col diritto e roverso » (Noris 1741, lettre CXVIII, col. 282).  +
-Lettre du 20 août 1686 (de Florence) : « Con l'occasione che il Sig. Co. Marescotti ritornava a Bologna, ho mandate le tre medaglie di V.S. Ill. al Sig. Magnavacca, e le rendo grazie del favore fattomi. La prego mandarmi in un circolo l'epoca Antiochena AP che con un ramo di lauro ella ha fra le ſue medaglie. è questa fra quelle del Cardinale Leopoldo, ma per vederle nelle camere di S. A. bisogna parlare a tanti che non voglio prendermi tanto fastidio. La voglio stampare, ma non mi ricordo come siano improntate le parole nel giro. Ho ricevuto dal Museo di Sua Maestà una di Traiano segnata : AΥTOKP. KAIC. NEP. TPAIANOC APICT. CEB. ΓEPM ΔAK ΠARΘ e in una laurea ΦΛAΛKIΔEΩN. KE simile rovescio è in una Medicea di Adriano. La prego significarmi se di tale città con tali lettere KE. al di sotto ne abbi lette o vedute, perchè se fosse Epoca, è facile ritrovarne il principio, mentre l'anno XXV. fu l'ultimo di Traiano, ed il primo d'Adriano. Sono già intagliate ne' rami buona parte delle medaglie. Ora copio l'epoca di Gaza, avendo ricevute 5. Belle medaglie di S. M. Cristianissima, senza il di cui Museo nulla di buono potevo fare. Questa epoca senza dubbio alcuno principiò A. V. 693. Il P. Arduino eccetto quella de' Seleucidi, tutte le altre le pone con errore. Mi hanno da Parigi mandati li dissegni in colla, che però non posso errare. Vedrà medaglie rarissime, e singolari per il mio intento. Mai credevo durare tanta fatica, come provo in quest'opera e le bacio le mani. Firenze 20. Agosto 1686 » (Noris 1741, lettre CXIX, col. 282-283).  +
-Lettre du 29 octobre 1686 (de Florence) : « Io non ho voluto con lettere arreccare noja a V. S. Ill. fra le vacanze della villa, dalla quale immaginandomi siasi restituita alla città, vengo di nuovo a pregarla favorirmi mandare in un circolo la positura delle parole della Iscrizione ANTIOXEΩN ET... col ramo d'alloro, poichè mai ho potuto rittrovare la di lei lettera, nella quale ciò già mi aveva significato. Ho terminato il mio libercolo delle Epoche con fatica quanta non pensavo, e di già sono intagliate più di 35. medaglie, e poche me ne restano. Saranno circa 26 città della Siria, poichè d'altre non parlo. Da 4 medaglie provo che i Siri principiavano l'anno dall'Autuno, il che sin'ora niuno ha provato dalle medaglie, ma da testimoni lontani e poco concludenti. La fatica mia è stata scrivere tante lettere in Francia per avere dissegni, e altre informazioni. Monsù Vaillant però si duole meco, che lo preoccupi in fare tal libro; ma sia detto con sua pace, egli che non ha prattica dell'istoria Ecclesiastica, non può arrivare ove son gionto io. Sono due mesi che mandai le di lei medaglie al Sig. Magnavacca per farmele intagliare; ma l'Intagliatore voleva 9. giuli per il dissegno, e altri 9 per l'intaglio; ed io che vi ero cascato per 5 o 6 medaglie, ho negato pagare 18 giuli per una medaglia. Quindi le ho fatte intagliare in Roma; e ho scritto al Magnavacca che per sicura occasione rimandi a lei dette medaglie. Il Serenissimo Gran Duca vuole fare li scrigni per le sue medaglie, che ora stanno in un armario a mucchi, ch'è vergogna il mostrarle, e fatica e noia in cercarne una, perchè bisogna levare 16 o 2o tavolette, mentre stanno accatastate. S'unirà il Museo del Cardinale Leopoldo con gli altri. e le bacio riverente le mani, Firenze 29. Ottobre 1686» (Noris 1741, lettre CXX, col. 283-284).  +
-Lettre du 11 novembre 1686 (de Florence) : « Rendo grazie a V.S. Ill. della descrizione della medaglia d'Antiochia, col lauro, l'altra : ANTIOXEΩN ΠPOΣ ΔAΦNIN e stampata dal Vaillant pag. 198. Regum Syria. Il P. Arduino pag. 50 non l'ha intesa, perchè il capo radiato è di Antioco Epifane. Quì l’hanno S.A.S. ed il Sig Secretario Bassetti. Circa li voti X. XX. XXX. qui non visono che medaglie d'Antonino Pio con L. ΔEKATΩ, che non fanno per lei. La prima nell'indice Morosini del Patino pag. 112. è rara, ma il dissegno non si può avere. […] Il Valesio nel fine delle opere d'Eusebio Cesariense pone una sua epistola, nella quale tratta della parola ANACTACIC in una moneta di Costantino » (Noris 1741, lettre CXXI, col. 284-285).  +
-Lettre du 19 novembre 1686 (de Florence) : « Diocleziano celebrò i XX. nell'entrare dell'anno 20 dell' Imperio, e così anco suscepit Vota XXX. Io non ho notate nel Museo Mediceo che medaglie trite e stampate de i X. di M. Aurelio, e Antonino Pio. Li numeri X. XX. che sono nelle medaglie di Giustiniano o altri, come Eraclio ec. sono gli anni dell'Imperio, perchè in quei tempi non leggo nelli Storici nominarsi mai li X. Se gl'Imperadori facevano i voti nell'entrare dell'anno XX. o XXX. dell'Imperio, S. M. Ces. ora è nell'anno 30 dell'Imperio, e credo che fosse eletto imperatore adi 2. Aprile 1657 [...] Ho ricevuta la medaglia di M. Aurelio dal Sig. Magnavacca. Firenze 19. Novembre 1686 » (Noris 1741, lettre CXXII, col. 285-286 ; Missere Fontana 2000, p. 177, note 70).  +
-Lettre du 26 novembre 1686 (de Florence) : « L'Opera che V. S. Ill. medita di trattare de' voti in generale, e poi discendere a Decennali ec. è troppo vasta per la varietà di quelli, che si facevano a i Dei; e quando ella trattasse de'soli V. X. ec. bastarebbe per tema e fine proposto, e con carattere di testo d'Aldo ornato con figure di medaglie si potrebbe fare una giusta Dissertazione, senza prenderne da così alto il motivo e principio. Circa la medaglia col titolo di Poliorcete, mi piace il suo pensiero, ma il trattare de trofei è opera che ricerca qualche tempo, e Giulio Cesare Bullingero in Parigi nell'anno 1591. diede fuora un libro in 8. o pure ivi fu ristampato col titolo: De Spolli bellicis, 3 Tropheis, arcubus triumphalibus, 6 pompa triumphi. Ove però non pone che un Capitolo col titolo de Trophaeis. Nella medaglia si legge: Asia recepta, ch'è quasi che recuperata; così del Serenissimo di Lorena si può dire Pannonia recepta; Ma tale titolo si deve a S. M. Cesarea. Io non ho notate cose particolari de'trofei; se bene mi ricordo che in molti luoghi ne parlano li Scrittori, quali però sono citati dal sudetto Bullingero, che fu molto prattico nelle istorie Romane, come che scrisse anco un grosso volume de Imperio Romano. Del resto le replico che le bastarebbe fare una operetta ornata con medaglie, che così riuscirebbe più dilettevole e curiosa, senza entrare nella materia vasta de' Voti e le bacio riverente le mani. Firenze 26. Novembre 1686 » (Noris 1741, lettre CXXIII, col. 286; Missere Fontana 2000, p. 177, note 70).  +
-Lettre du 18 mars 1688 (en fait 1687) (de Florence) : « Per non scordarmi la prego mandarmi la descrizione della medaglia di Domiziano, ma però Augusto col rovescio: ETOΥC NEOΥ IEPOΥ, e ove sia tal medaglia. Sei giorni sono nella guardarobba di S. A. fra le cantinette da rinfrescare il vino, si trovò una cassetta alta un braccio. Era ripiena di medaglie, Latine, e Greche, ed erano del Cardinale Leopoldo. Io ne ho ivi trovate tre a mio proposito. e più di 200. mancavano al Museo di S. A. che sono fra quelle; se bene le Greche sono molto logore. Ora s'è ormai finita la gran serie composta delli tre Musei, antico Mediceo, del Cardinale Leopoldo, e delle comprate nella Spagna. Li medaglioni sono pochi, perchè non sono che 296. Quelle d'oro in tutto 1400. Le Imperatorie d'argento 1200. ove erano 600. sole nell'antico famoso Museo, e tutte di rovescio diverso; perchè le doppie sono in grandissimo numero. L'Indice è ancora finito; e vi lavora un giovane che parla Greco bene e Latino, che S. A. mandò a studiare la prattica in Bologna e poi in Roma, e presto anderà a Parigi a spese sempre di S. A. Si lavorano in ebano sei scrigni da riporvi le medaglie, che sino ad ora sono state in tavolette accatastate l'una sopra l'altra, ch'era gran fatica quando si voleva vedere una medaglia, e per tal ragione a niuno si mostravano. Quelle della Magna Grecia e Sicilia d'Argento fra quelle di Spagna sono in tanta copia, e così ben conservate, che se ne porranno 6 o 7. rovesci simili per ciascheduna. Monsù Vaillant mi ha mandato il dissegno di medaglia Latina di Tolemaide con l'epoca in lettere Greche. Ho ormai terminato l'intaglio di tutte le medaglie che saranno circa 60. poichè due sole rimangono a intagliarsi. Le auguro felici le sante feste di Pasqua e le bacio le mani. P.S. Nel suo dottissimo libro pag. 158. ad A. V. 861. nella medaglia seconda, che cita del suo museo pone: TRAIANO OPTIMO AUG. &c. COS. V. P. P. io non trovo medaglie avanti il CCS. VI. nè Iscrizioni in marmi nelle quali il cognome OPTIMUS si ponga avanti AUG. poichè solo nella TR. P. XVIII. Trajano così fu chiamato ne'marmi, e nelle medaglie Greche, che hanno l'Epoca. Ella noti ch'è sbaglio scorso o nell' OPTIMO, o nel COS. V. perchè alias sarebbe rara tal medaglia. Il Panvinio e Occone ec. non hanno ciò inteso, come ha fatto il Sig. Abate Fabretti ec. Firenze 18. Marzo 1688 » (Noris 1741, lettre CXXV, col. 287-288).  
-Lettre du 29 avril 1687 (de Florence) : « Scrissi all'Eccell. Tiepolo per il disegno della medaglia di Domiziano con ETOΥC NEOΥ IEPOΥ, e mi risponde non averne che una con un aquila e Iscrizione ETOΥC ENATOΥ. Onde veggo essere differente da quella di cui V. S. Ill. già mi scrisse. La prego mandarmi quella di Nerva con ETOΥC NEOΥ IEPOΥ, e se sia nell'Occone, o dove, perchè mi pare falsa la spiegazione del Seguino e Spanemio. Il foglio erudito di lei, lo mandai a Monsù Toinard a Parigi. Ho ricevute da Roma le medaglie intagliate, che sono in 84 pezzi di rame, e ora stò pensando e trattando, ove debba stampare il libro, che mi costa 18. Mesi di studio continuo, con l'imbrogli di procurare dissegni dentro e fuori dell'Italia. Fra le medaglie ritrovate a caso in una cassetta ch'era nella Guardarobba, delle quali niuno si ricordava, ve ne sono 90. di prima grandezza con 100. Greche che mancavano ne' 3. Musei Medicei. Io vene ho trovato con Epoca 2. d'Ascalona, 2. di Laodicea, una di ΦANEAC ΠOΛEΩC, ch'è la stampata di Faustina dal Tristano, ove con errore spropositato la parola ΘΥΓATHP spiega Conjux, mentre vuol dire PILIA; ne intende ma guasta l'Epoca. Si lavorano li 6. scrigni, per le medaglie, e S. A. mi ha ordinato la nota di tutti i libri, che trattano di medaglie, perchè ne vuole formare una scanzia da tenersi poco lontano dalli scrigni. Il giovine destinato alla Custodia delle medaglie nel venturo mese partirà per Parigi. Ha riffatti tutti gl'Indici delli 3. Musei ridotti ora in uno, e nel suo viaggio comprerà o baratterà medaglie, come ne terrà bisogno il nuovo Museo di S. A. Del resto i posteri averanno l'obbligo a me, che ho tanto detto sino, che s'è fatto un solo Museo, rimanendone delle doppie sopra 10 milla di metallo, poichè è incredibile il numero di quelle della Sicilia e Magna Grecia, che sono venute da Spagna, come che il collettore Spagnuolo era stato con magistrato in quelle parti dell'Italia. La prego continuarmi la sua grazia e le bacio le mani. Firenze 29. Aprile 1687 » (Noris 1741, lettre CXXIV, col. 286-287).  
-Lettre sans date (été 1687) (de Florence) : « Il mio libro va caminando per le mani de'Censori, e per Decembre spero principiare la stampa. Vi spiego l'Epoche di 32 città della Siria; e ultimamente a caso ne ho trovato una di Capitoliade con l'epoca HP. 108. anni. Vi ho durato la fatica di 20 mesi, e benchè motri che gli anni delle città sudette principiasiero nell'Autuno, non ho potuto con longa disputa rinvenire se gli Antioche ni principiassero l'anno nel Settembre, o nell'Ottobre. Mostro evidentemente che l'epoca del Seleucidi principiò nell'Autuno, con due medaglie d'Adriano e di Caracalla. Credo averò posto in chiaro tali cose fino ad ora non penetrate dagli Antiquari lo per anco non so la spesa del carattere Greco majuscolo, perchè non è per ancora arrivato; ma non è molta, e in Venezia vi sono due Stamperie che non lavorano che in Greco per provedere de'libri sacri le Chiese Greche di Levante. Mi scrive il giovane mandato da S.A. a Parigi, aver veduto sopra mille medaglie Greche nel museo del Sig. Co. Francesco Dron Canonico di S. Tomaso al Loure in Parigi, e che in quel numero ve ne sono di molto rare: Onde lei potrebbe procurarne l'indice, tanto più che esso Sig. Canonico non ha altra ambizione, che communicare tali medaglie. Qui poi se ne sono trovate sopra 200. Greche in un ripostigio che fu già del Cardinale Leopoldo, e ciò fu a caso 7. mesi sono, delle quali io non le mandai la nota; ne ora la posso servire, perchè non so, ove le abbi poste il sudetto giovane, col quale lei dopo Pasqua parlerà. E quando lei prima principiasse la stampa, si potranno mettere nell'apendice, e le bacio le mani » (Noris 1741, lettre CXXVI, col. 288-289).  +
-Lettre du 21 octobre 1687 (de Florence) : « Le rendo grazie delle notizie delle medaglie con l'Epoca da lei notata nel Museo Estense. Ma già quelle sono intagliare; e le ho trovate ne' musei del Re Cristianissimo, e fra quelle del Cardinale Leopoldo, e le mando l'impronto di quella di Trajano fatta in Laodicea nell'anno iº. di Gaza ne ho fatte intagliare 5. altre ne cito; ed il mio libro ora è sotto li Censori; e vi si spiegano 32. città della Siria con epoche loro. Ultimamente dal Museo del Sig. Colbert Marchese di Segnaly ne ho ricevuto una di Tito fatta in Filadelfin con Epoca L. ΓMP. benissimo conservata ; e sono rarissime le medaglie con l'Epoca di questa città, ed ho stentato 8. mesi per rittrovare questa sola; poichè l'altra di Domiziano citata dall'Arduino mi scrivono, che non ha gli anni ben apparenti, ben chè vi siano vestigi di ΓMR. Io volevo stampare il libro in Venezia, ma S. A. S. mi ha tre volte detto non piacerle che io così mostri non esservi buona stampa in Firenze; ma io risposi che la carta era cattiva, e carissima per l'apalto di 17 mila scudi che vi è sopra, e in ogni risma vi sono tre quinterni di mezetti, cioè fogli guasti, che vuol dire ogni sette risme una di meno, che pagata a prezzo di 21. giulio, a nulla serve. Quindi S. A. mi ha permesso la compra di carta forastiera, e ne ho fatto venire da Bologna cinque balle, simile a quella dell'epistola Consolare. In oltre fo gettare nuovo carattere silvio in Venezia, perchè quì li caratteri sono logori e guasti. Quindi non potendo fare che la stampa sia bella, procuro che riesca meno brutta. Monsù Vaillant ha terminata la stampa del primo volume delle colonie. Il Serenissimo Gran Duca mandò a Parigi, come già le scrissi, quel giovane che poi deve quì essere Custode delle medaglie. Quello scrive avere veduto nel Museo del Sig. Canonico Dron in Parigi sopra 1000. medaglie mezzane Greche, molte delle quali sono e rare, e ben conservate. Il detto Dron me ne mandò sei di Laodicea con l'Epoca. Il detto giovane dopo la Pasqua dell'anno 1688. nel ritorno sarà a riverire V. S. Ill. » (Noris 1741, lettre CXXVII, col. 289-290).  
-Lettre du 7 mars 1688 (de Livourne) : « Il latore della presente è il Sig. Sebastiano Bianchi destinato Custode del Museo del Sereniss. da S. A.S. alle di cui spese é stato per 8. mesi a Parigi. La dipendenza dal Principe, e li studi communi di medaglie glie lo rendono più raccomandato, che questa lettera. La prego accompagnarlo con lettere sue di raccomandazione alli Sig. Conti Moscardi e Lazara. Con tale occasione la supplico scrivere al Sig. Conte Moscardi che mi facci il dissegno della sua medaglia di Fulvia Plautilla per porla nel mio libro. Ora sono con S. A.S. in Livorno, e prima di partire da Firenze ricevei la eruditissima di lei Dissertazione circa la medaglia del Re di Polonia » (Noris 1741, lettre CXXIX, col. 291-292).  +
-Lettre du 4 mai 1688 (de Florence) : La generosa cortesia con la quale V. S. Ill. s'è degnata favorire il Sig. Bianchi ha in me accresciuti gli obblighi, che per altri molti titoli tenevo grandissimi con lei. Voleva S. A. S. che nel ritorno da Parigi venisse il sudetto per mare da Marsiglia a Livorno; ma io col rappresentare quanto utile sarebbe stato al medemo giovane parlare con V. S. Ill. in Milano, e col Cavalier Patino in Padova, risolse S. A. comandarli ritornasse per terra facendo il giro per lo stato di Milano e di Venezia. Egli averà quì la custodia del Museo Serenissimo e potrà seco carteggiare, mentre per l'avvenire io non sono per intrigarmi più in medaglie, poi che sono vecchio, e benchè tale non voglio parere Antiquario. La ringrazio del dissegno della medaglia Moscarda, quale oggi mando a Roma per l'intaglio. Il mio libro è uscito dalle mani de'Censori dopo 5 mesi, onde presto si darà principio alla stampa. E' quà gionto il libro delle Colonie di Monsù Vaillant; ma S. A. non vuole s'apri le casse, se non all'arrivo del sudetto Bianchi, perchè in essa vi sono più di 50. doppie di libri di medaglie che S. A. gli ha pagato in Parigi, acciò si possa via più approfittare. Questa è gran fortuna; poichè per due anni S.A. l'ha spesato in Bologna, Roma, e Parigi, gli compra tanti libri, e poi gli dà le chiavi del grand'erudito tesoro […] La prego continuar mi nella sua grazia, e le bacio riverente le mani. Firenze 4, Maggio 1688 » (Noris 1741, lettre CXXX, col. 292).  +
-Lettre du 16 décembre 1688 (de Florence) : « Circa la medaglia che lei mi propone, io veggo buona la imitazione delle antiche di Traiano, ma mi pare che piacerebbero le provinzie rappresentate genuflesse in atto di ringraziare, con li ferri o catene cadute a terra, sciolteli col liberarle da Turchi, La Transilvania non è aggionta a Stati ereditari, mentre S.M. Cesarea la lascia ſotto il dominio del suo Principe; e questa è una terza parte dell'antica Dacia » (Noris 1741, lettre CXXVIII, col. 290-291).  +