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Lettre du 13 février 1574 (de Bologne): "Illustrissimo et Eccellentissimo Signor Gran Principe mio padrone colendissimo, non si contentando l'Altezza Vostra di farme mandare quattro medaglie ordinarie d'oro per il Traiano e Nerone, io mi contento di tutto quello che lei vuole e me li chiamo eternamente obligato del favore che mi fa in contentarse di vedere cose mie. Le tre medaglie che ora gli mando d'un istesso roverscio sono di Filippo primo, imperatore cristiano, di Marzia Ottacilla, sua moglie e di Filippo, loro figliuolo. Dicono alcuni di quei che fano proffessione di dichiarare i roversci delle medaglie, che Zeugma fu città della Syria, fatta colonia di Augusto che la chiamò Zeugma, colonia Iulia Augusta e che gli fece un tempio a Giove con un foro serato di mura, nel quale si salvavano le monizioni e che questi edifici furno poi redificati da Filippo, in memoria di che, quei popoli zeugmatei gli batterono la presente medaglia con gli sudetti edificii e gli posero ancora per memoria di Augusto il segno di Capricorno, suo oroscopo. Per le quali medaglie, parendo all'Altezza Vostra di farme mandare dieci scudi, gli piglierò e se no tutto quello che a lei piacerà, alla quale devotamente m' offero e dono." (Firenze, Archivio di Stato, MP 597, c. 227; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 65-66, note).  +
Lettre du 20 février 1574 (de Bologne): "Illustrissimo et Eccellentissimo Signor Gran Principe mio Padrone Colendissimo, Con l'ultime mie, avendo mandato all'Altezza Vostra tre medaglie fatte da colonie romane, ho pensato di mandarlene, siccome ora facio, due altre pur di colonie: l'una di Eleagabalo con colonia septima e l'altra di Alessandro Mameo, suo fratello cugino, con colonia Bostra Alessandrinae. Ambedue a me stano in sei scudi e de tanti mi contento, quando siano in piacere di Vostra Altezza, alla quale devotamente m' offero e raccomando." (Firenze, Archivio di Stato, MP 597, c. 101; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 69, num. 66).  +
Lettre du 27 février 1574 (de Bologne): "Illustrissimo et Eccellentissimo Signor Gran Principe mio Padrone Colendissimo, con le lettere dell'Altezza Vostra de XX, ricevei li dodici scudi di moneta che le piacque mandarme per pagamento del Traiano, Nerone et Antonino Pio, di che mi contento. Ricevei ancora le quattro medaglie, che non erano a sua sodisfacione. Ora gli ne mando due altre, l'una di Traiano e l'altra di Nerone; di quest'ultima ne vorrei otto scudi d'oro e cinque dell'altra, se però piacerà all'Altezza Vostra, alla quale umilmente m'offero e raccomando." (Firenze, Archivio di Stato, MP 597, c. 149; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 69, note).  +
Lettre du 3 avril 1574 (de Bologne): "Serenissimo Gran Principe mio Signore, mando all'Altezza Vostra alcune medaglie de' posteriori, che ho trovate, le quali se ben son poco buone, si degnarà contentarse per far favore a me, di porle nella serie, sintanto ch'io gli ne proveggi d'altre meglio, come spero." (Firenze, Archivio di Stato, MP 599, c. 52; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 69, note).  +
Lettre du 20 avril 1574 (de Bologne): "Serenissimo Gran Principe mio Signore, Perché mi raccordo l'Altezza Vostra aver una medaglia di Tito con il triunfo, ho ardito di mandarle la presente di Vespesiano col medesimo roverscio; che sebbene ella potrebbe essere meglio conservata, spero nondimeno che l'Altezza Vostra per far grazia e favor a me, si contentarà di accettarla in dono, quale essa si sia, e di ciò con tutto il core la prego, siccome prego il Signore Iddio che li doni ogni contento e felicità e con tutto il core devotissimamente me li raccomando." (Firenze, Archivio di Stato, MP 599, c. 303; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 71, num. 69).  +
Lettre du 11 mai 1574 (de Bologne): "Serenissimo Gra Duca mio Signore io con molta mia sodisfazzione e contentezza ho ricevuto le quatordici medaglie d'argento, che con la lettera di Vostra Altezza Serenissima è piaciuto mandarme; favore che in ogni tempo mi serebbe stato grandissimo non avendo io con lei alcuna sorte di merito, ma ora molto più, poiché si è degnata farlomi nel cumulo delle infinite sue occupazioni. [...]" (Firenze, Archivio di Stato, MP 661, c. 259; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 72, note).  +
Lettre du 25 mai 1574 (de Bologne): "Serenissimo Gran Duca mio Signore, io mando con questa mia all'Altezza di Vostra Serenità alcune medagliette di bronzo et una figurina molto bizara di pietra antica, con desiderio grandissimo che ci sia cosa di sua sodisfazione e ch'ella si degni accettarla in dono da me suo devotissimo e obbligatissimo servitore. [...]" (Firenze, Archivio di Stato, MP 661, c. 394; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 72, note).  +
Lettre du 3 juillet 1574 (de Venise): Basso cherche des antiquités pour le Grand Duc; il a acheté un Balbin en or: "Serenissimo mio Signore, Per mano del Cavalier Gaddi io ho ricevuto con molta mia contentezza le tre medaglíe antique d'oro e le due d'argento di Papa Clemente, che a l'infinita cortesia di Vostra Altezza Serenissima è piaciuto mandarme, di che con tutto il core, le rendo quelle debite grazie, che mi convengono. E perché vorei, pur almeno in parte, renderlene un poco di ricompensa in antichità, le mando ora con questa una medaglia di Balbino con il congiario, che già fu del Padovano et un altro medaglino greco di Marcaurelio. E parme che l'Altezza Vostra abbia il padre col medesimo roverscio. Se queste due medaglie li sodisfarano, che le piacia tenerle per le sudette mandateme, il l'averò caro, e se no, gli ne provederò d'altre, come ancora farò per le quattordice medaglie d'argento, che l'Altezza Vostra mi mandò sino li quattro maggio." (Firenze, Archivio di Stato, MP 663, c. 129; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 77-78, num. 76; voir Missere Fontana 1995, p. 181, note 99, p. 191, note 167).  +
Lettre du 30 juillet 1574 (de Venise): "Serenissimo mio Signore, Messer Giulio Calistano mi ha dato dodice medagline di bronzo et una di argento; la maggior parte d' esse segnate de le spintrie [?] di Tiberio et altre con il numero solo, acciò che a nome suo io le manda all'Altezza Vostra, si come faccio per il presente procazio. Io non volea pigliar questo asseto, sì perché non mi parono meritevoli tutte d'essere accompagnate con quelle di Vostra Altezza, sì perché de tutte ne vuole sesanta scudi, ch'è prezzo molto sconvenevole, nondimeno, avendomigli tanto pregato, ho ardito di mandarglile sicuro quasi che debbiano retornar in qua. Nondimeno l'Altezza Vostra si contentarà di vederle e quando che le ne siano alcune che li piaccino, si degnarà farme comettere quanto averò a fare. Con esse le mando un medaglione mio di Commodo con la testa di Palade, il quale se piacerà all'Altezza Vostra, averò caro che si compiaccia di tenerlo, e perché rispetto alcuno non la ritengano di non ritenerlo, sodisfacendole, le dico ch'esso medaglione sta a me in scudi trenta d'oro, non già che per questo io chieda cosa alcuna all'Altezza Vostra, alla quale con tutto il core m'ofero, raccomando e dono." (Firenze, Archivio di Stato, MP 663, c. 62; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 78, note; voir Missere Fontana 1995, p. 181, note 99).  +
Lettre du 31 juillet 1584 (de Bologne): "Serenissimo Signore e Padrone mio Colendissimo, mando con questa alla Serenissima Vostra Altezza alcune medaglie, che mi sono capitate con desiderio che ci sia cosa per lei. Il prezzo di ciascuna delle quali serà con la presente rimettendomi in tutto alla clemenza di Vostra Altezza Serenissima, alla quale le prego dal Nostro Signore Dio ogni felicità et umilmente le bacio le mani. Di Vostra Altezza Serenissima umilissimo e devotissimo servitore Ercole Basso. Di Bologna li 31 luglio 1584. Medaglie greche: Marco Aurelio giovene con una figura iacente sotto un arbore e due figure in piedi, scudi 15 Vespasiano con la testa di Tito, scudi 18 Adriano con acquila e testa di Giove sestario, scudi 12 Marco Aurelio con un termine sopra un rostro di nave e Palade et Ercole, scudi 8 Gordiano con un'ara, dui pavoni et alcune figure, scudi 5 Marco Aurelio con la Salute asisa sotto la quercia e tigre a' piedi, scudi 4 Medaglie latine: Nerone con la decursione, ancora ch'io sia certo non mancare Neroni con simili roversci a Vostra Altezza Serenissima, io gli ho voluto mandar questo, ch'ha tutte quelle belle parti, che si convengono a una medaglia, scudi 15 Marco Aurelio, con vernice verde, con se stesso nel meggio a quattro segni legionari, scudi 6 Medaglie d'argento: Pescenio nigro, antico senza dubbio alcuno, scudi 6 Gordiano Africano il vecchio, antico e buono, scudi 6 Massimo, medaglia rarissima in argento, scudi 4 Domizia, moglie di Domiziano imperatore, scudi 4 Totale scudi 103 d'oro" (Firenze, Archivio di Stato, MP 768, cc. 114-115; cfr. Lanzi 1775, c. 207v; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 257, note).  +
Lettre du 28 août 1574 (de Venise): Basso cherche des antiquités pour le Grand Duc: "Serenissimo mio Signore, io ho fatto ch'el Calistano è restato contento de li otto scudi d'oro per le quattro medagliette di Tiberio, che con questa mando all'Altezza Vostra e qua io l'ho sodisfatto.[...]" (Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 85-86, note; voir Missere Fontana 1995, p. 181, note 99).  +
Lettre du 14 septembre 1574 (de Bologne): "[...] Le mando ancora tre medaglie di bronzo e sono Traiano con uno baccanalio, Antonino Greco con la Dea della natura con un'altra figura e li ellefanti di Vespasiano. La prima costa scudi dodici, la seconda diece et otto la terza. Ma sendole cosa alcuna in sodisfazione dell'Altezza Vostra, ella faccia ciò che le pare, che pur ch' ella si contenta servirsene, non ho altro maggior pensiero." (Firenze, Archivio di Stato, MP 665, c. 254; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 88, num. 87).  +
Lettre du 21 septembre 1574 (de Bologne): "Serenissimo mio Signore, mando con questa mia all'Altezza Vostra Serenissima quattro medaglie mezane, fra le quali gli ne potrebbe essere alcuna di sua sodisfazione, come desidero; che se così serà, ella farà ciò che vuole, che pur ch'essa si contenta di conoscere il devoto animo mio verso lei, d'altro non mi curo al mondo." (Firenze, Archivio di Stato, MP 665, c. 253; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 88, note).  +
Lettre du 28 septembre 1574 (de Bologne): "Serenissimo mio Signore, con la lettera di Vostra Altezza Serenissima de li 25 io ricevei il scatolino con il Priapo di perla, li elefanti di Vespasiano, le due medaglie mezane e li settantasei scudi che l'Altezza Vostra si contentò mandarmi, di che infinitamente la ringrazio. E perché vorei potermi trasformare in medaglia o altro, che avesse a piacere a Vostra Altezza per sodisfare a lei e compiacere a me medesimo, ardisco tanto che disegno mandarle tutto quello che a la giornata è per capitarme e se bene non gli riescerà poi alcuna volta in sua sodisfazione, a me parerà non di meno di sodisfar in parte il debito mio così facendo e confido che la benignità di Vostra Altezza si contentarà di accettar il mio buon volere. Ora le mando tre medaglie mezane, uno Vitellio, un Marc'Aurelio con il tempio di Netuno et uno Decenzio, che per essere grande può servire a l'ordine de li posteriori. Desidero grandemente che all'Altezza Vostra piacia di far suoi li dodice medaglioni che Messer Domenico le ha portato, che nel vero sono di paragone." (Firenze, Archivio di Stato, MP 666, c. 236; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 88, note).  +
Lettre du 12 octobre 1574 (de Bologne): "Serenissimo Gran Duca mio Signore, Con questa mia mando all'Altezza Vostra quattro medaglie di bronzo e sono: Alessandro con il triunfo, Comodo, gre[c]a, con una testa torita, Domiziano col giuramento dell'esercito e Augusto esterno, con desiderio che ci sia qualcosa di sodisfazione di Vostra Altezza, alla quale mandai già alcuni mesi sono una statuina d'un Priapo et alcune medaglie, e perché non ne intesi mai novella, dubitai che si fossero smarite et afine che l'Altezza Vostra non ne facesse far romore al proccaccio che le portò; contentandome di patir io più presto non gli ne replicai mai parola alcuna. Ora che so il tutto esser capitato bene, le redico che desidero che le sia cosa di Sua sodisfazione e che si contenta servirsene, né sendo questa per altro, farò fine basciandole umilmente le mani e pregandole dal Signor Dio ogni contento e felicità." (Firenze, Archivio di Stato, MP 666, c. 29; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 90, num. 89).  +
Lettre du 27 octobre 1574 (de Bologne): "Serenissimo mio Signore, io mando con questa mia all'Altezza Vostra Serenissima due medaglie greche, l'una di Marc' Aurelio con Esculapio et Igia e l'altra di Licinio Valeriano, la quale sebbene non è di molto buon mastro, è nondimeno rara per il roverscio. La prima costa scudi sei e tiene di medaglione e l'altra scudi tre. Ecci poi ancora un Massimino secondo, che potrebbe servire quando che l'Altezza Vostra non l'avesse alla seria delli posteriori. Vostra Altezza averà avuto per mano del Cavaliere Anton Serguidi un medaglione di Decio, che per il procaccio passato le mandai." (Firenze, Archivio di Stato, MP 666, c. 312; cfr. Lanzi 1775, c. 207; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 90, note).  +
Lettre du 6 novembre 1574 (de Bologne): "Serenissimo mio Signore, con la di Vostra Altezza de 29 del passato, io ebbi li ventitré scudi e le due medaglie di brongio, che le piacque mandarme, di che le rendo molte grazie. Ora con questo le mando un medaglioncello di Gordiano Pio, il quale con tutto che non sia molto conservato, è raro per il roverscio; costa cinque scudi." (Firenze, Archivio di Stato, MP 667, c. 83; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 90-91, note).  +
Lettre du 15 novembre 1574 (de Bologne): "Serenissimo mio Signore, con questa mia mando a Vostra Altezza Serenissima tre medaglie di brongio et una d'oro. Le prime sono Traiano con la Vitoria che l'incorona e costa scudi quattro, com'ancor fa la statua di Tiberio lentata, ch'è rara per esser restituita da Tiro. L'Antonino mezzano costa un scudo, e cinque il Domiziano d'oro; questa è alquanto caretta, ma la conservatezza mi ci ha fatto scorere uno scudo di più. [...]" (Firenze, Archivio di Stato, MP 667, c. 235; cfr. Lanzi 1775, c. 207; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 91, note).  +
Lettre du 2 janvier 1575 (de Bologne): Basso a payé à Fulvio Orsini six scudi d’or pour une fausse de Néron: "Serenissimo mio Signore, Mando con questa mia a Vostra Altezza Serenissima due medaglie di brongio, l’una esterna e molto bizarra per essere di Nerone con rovescio di Faustina sacrificante, che credere si può, che alcuni populi della Grecia Magna devoti a questi due principi la facessero coniate nel tempo di Faustina. Questa medaglia ho io avuto per sei scudi d'oro dal Signor Fulvio Orsino. L'altra è di Domiziano con iscudi militari per rovescio e costa due scudi. Desidero che li sia cosa in sodisfacione di Vostra Altezza alla quale devotamente mi raccomando." (Firenze, Archivio di Stato, MP 669, c. 250; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 95, num. 95; Vagenheim 2007, p. 583, note 33).  +
Lettre du 29 janvier 1575 (de Bologne): "Serenissimo mio Signore, io riebbi con la lettera di Vostra Altezza Serenissima de 14 del presente le otto medaglie di brongio, che prima le avea mandate e perché desidero con desiderio grandissimo di mandarle speso qualcosa, poiché le piace favorme [sic] di vedere volontieri ciò che le mando, ho pensato di mandarle, sì come faccio con questa, un medaglione di Faustina la giovene, il quale se sodisfacesse a Vostra Altezza in premuta delle quatordice medaglie d'argento che già si compiaque mandarme, io ne restarei contento, e con le prime, spero di mandarlene un altro assai raro. [...]" (Firenze, Archivio di Stato, MP 669, c. 68; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 95, note).  +