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Lettre du 9 octobre 1737 (de Venise): “Il Sig. Cavaliere e Proccuratore Tiepolo, ha fatto stampare il Catalogo dell’insigne Museo già raccolto dal fu Senatore Gio: Domenico Tiepolo, il quale glielo ha lasciato per testamento. L’opera è in due grossi tomi in 4. magnificamente stampata in Padova nella stamperia del Seminario. Non so, se il Sig. Proccuratore vorrà che sia esposta in vendita. Egli generosamente me ne ha mandato un esemplare in regalo, assai nobilmente legato. Il compilatore di esso Catalogo è un tal Pietro Fondi nostro Veneziano, persona che più ne sa per pratica, che per istudio. Finisco” (Tiepolo 1736; Zeno 1752, vol. 3, p. 154-155; Zeno 1785, vol. 5, lettre n° 978, p. 304; Tomassoni 2021a, p. 62; Tomassoni 2022b, p. 38-39).  +
Lettre du 24 juin 1740 (de Venise): “Voi andate sempre più nobilitando il Vostro Museo Numismatico con begli acquisti, e me ne rallegro. Quella in gran bronzo di Filippo padre col Milliarium Saeculum è rara, ma molto più lo è quella in oro della gente Cassia. Io pur tengo l’una e l’altra" ; "I giorni addietro ebbi io pur la sorte di avere a buon patto tre medaglie d'oro : l'una, ma di non molta conservazione con la testa di Giulio Cesare, e col vitello della gente Voconia : le due altre stupende, benchè del secolo basso, l'una di Massimiano Erculeo, l'altra di Costanzo Cloro” (Zeno 1752, vol. 3, lettre n° 173, p. 267-268; Zeno 1785, vol. 6, lettre n° 1095, p. 49-50; Tomassoni 2021a, p. 185-186; Tomassoni 2022b, p. 104).  +
Lettre du 29 juillet 1740 (de Venise): “Abbiam quì il Sig. Dr. Bianchi di Rimino, il quale mi disse di aver comprato per cento doppie il Museo di medaglie, e di altre curiosità del fu Sig. Gervasoni unitamente coi libri appartenenti ad esse. Mi è riuscito di acquistar per cambio d’altre medaglie da esso alquante d’argento e rame spettanti ai Re della Siria e dell’Asia, che io veramente desiderava di avere, e tra esse ancora una di Todi conservatissima di picciola grandezza, e questa è la prima, che di tal genere mi sia capitata. Ne ha una bellissima di Capua in seconda grandezza, ma egli non intende di volersene privare” (Zeno 1752, vol. 3, lettre n° 177, p. 273-274; Zeno 1785, vol. 6, lettre n° 1102, p. 62; Tomassoni 2021a, p. 187; Tomassoni 2022b, p. 104-105).  +
Lettre du 25 février 1740 M. V. (1741) (de Venise): “Stimerei mia gran sorte, se mi riuscisse di far esito di quante ne tengo (di medaglie), che non son poche, e che molte migliaja di fiorini mi costano. Col privarmene a patto onesto accomoderei in qualche conto le cose mie, che ora sono in disordine, e che se Iddio non provvede, andranno di male in peggio, per le sinistre contingenze che corrono alla giornata” (Zeno 1752, vol. 3, lettre n° 196, p. 302; Zeno 1785, vol. 6, lettre n° 1127, p. 108; Tomassoni 2021a, p. 190-191; Tomassoni 2022b, p. 106).  +
Lettre sans date [février 1744 M. V. (1745)?] ni lieu (Venise?): “Se non bene, prontamente almeno ubbidisco a V. Emin. Rma. Dal corriero Chinetti ho ricevuta la medaglia d’oro di Galba, col rovescio di SALVS GEN. HUMANI. La prima occhiata me la rendette dubbia e sospetta, a cagione della pallidezza dell’oro, che dalla parte in particolar del rovescio tira alquanto al bianchiccio. L’ho voluta mettere a fianco di tre altre medaglie di Galba, che ho nel mio studio, diverse l’una dall’altra, e sono quella Restituita da Traiano, l’altra con Roma Renascens, e la terza S. P. Q. R. OB. C. S. e con questo riscontro ho accertato il mio dubbio. Cotesta inoltre mandatami da V. Emin. benchè alquanto più grossetta, non regge al peso dell’altre. L’ho posta sulla bilancia e l’ho trovata più scarsa di ognuna delle mie due caratti in circa : il colore e ‘l peso dan segno, che l’oro ne sia di lega inferiore. Dopo ciò mi son posto ad esaminare la medaglia : dalla parte della testa non mi parve di trovar che ridire. L’artefice l’ha molto ben imitata. Ma non così nel rovescio, dove quella figura donnesca sta senza grazia, e come senza moto ; e basta confrontarla, siccome io feci, con l’altra dello stesso tipo in argento, in cui ella vi sta graziosamente atteggiata…In una parola io la tengo per conio affatto moderno” (Zeno 1785, vol. 6, lettre n° 1222, p. 278-279; Tomassoni 2021a, p. 39; Tomassoni 2022b, p. 27).  +
Lettre du 17 mai 1715 (de Venise): "[...] Il nostro Senator Tiepolo ha fatto acquisto di 70. in 80. medaglie d'oro bellissime, e rarissime, scelte dal gran numero, che se n'è trovato nel territorio Modanese. Di questa scoperta può essere che con una Dissertazione se ne dia parte al pubblico in qualche Tomo del Giornale; ma ne attendo prima esatte notizie. [...]" (Zeno 1752, vol. 1, lettre n° 257, p. 379; Zeno 1785, vol. 2, lettre n° 350, p. 287).  +
Lettre du 24 juillet 1717 (de Venise): "Il Sig. Stoschio ha molto tempo che si ritrova in queste parti, occupatissimo in vedere e studiare il celebre Museo Tiepolo; [...] Il suddetto Museo ha veramente ricevuto un nobile accrescimento da quello del famoso Sebastiano Erizzo, che era nella casa Cappello, copioso di rare medaglie, e di rarissimi medaglioni" (Zeno 1785, vol. 2, lettre n° 398, p. 371-372; Tomassoni 2021a, p. 61, note 188; Tomassoni 2022b, p. 128-129, note 189).  +
Lettre du 28 mai 1701 (de Venise): "Era però già partito sino dal Lunedi il dottissimo Padre di Montfaucon, con cui spesso ho tenuto ragionamento del di lei gran merito e vastissimo intendimento, e sempre egli me ne ha accompagnata la rimembranza con istima e con lode. Onde per questa volta la notizia de’ due libri, cioè del Fiorentini, e del Vaillant, comechè questo ultimo sia qualche mese, che quì si è lasciato vedere, è stata da me goduta con molta soddisfazione" (Zeno 1752, vol. 1, lettre n° 32, p. 47; Zeno 1785, vol. 1, lettre n° 56, p. 110).  +
Lettre du 21 janvier 1701 M. V. (1702) (de Venise) : à propos des projets du vénitien Lorenzo Patarol: "Il Sig. Lorenzo Patarol nobilissimo Cittadino Veneziano, Signore ricchissimo, e nipote del Cancellier grande Businello, ha aggiunto a queste qualità quella ancora d’una eccellente letteratura. Sta in punto per pubblicare molto opere, come sono i Panegirici degli antichi con la sua versione, e sue dottissime note, l’Antilogia alle Declamazioni di Quintiliano, ed altro. La più prossima pero alla stampa è una Serie ordinata, diligente e copiosa più di quanti l’hanno sinor pubblicata, de’ Cesari, Imperatori d’Oriente e Occidente, Imperatrici, Tiranni, e della loro famiglia. A questi io l’ho consigliato di aggiugnere l’effigie loro al naturale tratte da un ricco Museo di medaglie, e di antichità che presso di lui si conserva, e delle quali egli ha non piccola intelligenza. Alcuni l’hanno sconfortato da questa mia insinuazione; ond’egli che fa tutta quella stima che si dee, della virtù e della sperienza di V. S. Illma in ogni genere di letteratura, per mio mezzo la prega di parteciparmi ciò che ne senta sopra di ciò; e di tanto anch’io la supplico, perché quel dignissimo Signore ne rimanga servito, assicurandola che il favore difficilmente può cadere in persona più meritevole" (Zeno 1752, vol. 1, lettre n° 39, p. 59; Zeno 1785, vol. 1, lettre n° 65, p. 130-131; Tomassoni 2021a, p. 26, Tomassoni 2022a, p. 275-276; Tomassoni 2022b, p. 20).  +
Lettre du 25 février 1701 M. V. (1702) (de Venise): "Ho significato al Sig. Patarol il sentimento di V. S. Illma intorno alla sua Opera, e l’assicuro ch'egli ne ha avuto tutta la contentezza, e se ne pregia altamente" (Zeno 1752, vol. 1, lettre n° 48, p. 68; Zeno 1785, vol. 1, lettre n° 77, p. 146; Tomassoni 2021a, p. 26; Tomassoni 2022a, p. 276; Tomassoni 2022b, p. 20-21).  +
Lettre du 22 avril 1702 (de Venise): "Il latore della presente è 'l Sig. Antonio Lioni, Signore di somma intelligenza nelle cose delle medaglie, nelle pitture, e ne’ disegni, a cui professo molto amore, e molta obbligazione"; "V’ è pure un frontespizio con alcuni disegni di ritratti Cesarei ed Augusti dell’opera del Sig. Patarol, che sta per uscire di giorno in giorno alle stampe, essendosene già fatta la impressione della metà" (Zeno 1752, vol. 1, lettre n° 40, p. 60; Zeno 1785, vol. 1, lettre n° 67, p. 133-134).  +
Lettre du 15 août 1736 (de Venise): "La medaglietta di Massimiano con le due figure che rappresentano la sua concordia con Diocleziano, è di pochissimo valore. Circa le note che sono nell’esergo, AT XX, niuno degli antiquarj è giunto a capirle. Son segni de' monetali, e delle zecche, nelle quali simili infinite medaglie in que’ tempi furono coniate. Il P. Arduino si è ingegnato di darne a suo capriccio la spiegazione, ma non ha trovato chi gli dia fede. Vengo alla lista di quelle che le sono state donate. Ella ne vorrebbe sapere il prezzo, ma questo non può stabilirsi senza aver sotto l’occhio le medaglie medesime. La grandezza, il rovescio, la conservazione possono renderle più o meno pregevoli. Se l’Augusto, il Tiberio, il Lucio Elio Cesare per esempio, sono in gran bronzo, vagliono molto ; se in mezzano, pochissimo. Tra esse in generale niuna osservo che per la testa sia rara, ma tutte delle più ordinarie, e non essendovi qualche grandezza, o rovescio che le distingua, vagliono al più l’una per l’altra 12. o 15. soldi per ciascheduna" (Zeno 1752, vol. 3, lettre n° 66, p. 107; Zeno 1785, vol. 5, lettre n° 938, p. 230).  +
Lettre du 5 mars 1738 (de Venise): "Sono grandemente obbligato, e rendo divote grazie a V. P. M. Rda della cortese memoria che ha conservata e conserva di mia persona, e della supplica che le feci due anni sono, di ricordarsi di me in caso che le capitassero medaglie antiche, delle quali volesse privarsi. Dalla sua lettera intendo il nuovo e copioso acquisto che ne ha fatto; e può essere che in tanto numero ve n'abbia alcuna, che manchi alla mia raccolta. Per li rovescj ella ben vede che non v'ha maniera di significarle, quali esser possano quelle, che ci avrebbono luogo, per trovarmene senza: ma in riguardo alle teste, eccole il mio bisogno nella serie di quelle d'argento. Bruto, Agrippa con la testa turrita, Druso figliuolo di Tiberio, Druso fratello di Tiberio, Antonia, Agrippina maggiore moglie di Germanico, Germanico, Agrippina minore moglie di Claudio e madre di Nerone, Poppea, Domizia, Plotina, Marciana, Manlia Scantilla, Didia Clara, e Sabina Tranquillina. In gran bronzo, o sia di prima grandezza, mi mancano le seguenti: Agrippina minore, Plautilla, Annia Faustina la terza moglie di Elagabalo. In mezzano bronzo, o sia di seconda grandezza, Lucio Cesare nipote di Augusto, Ottone battuto in Antiochia, Valeriano Cesare. Quanto alle medaglie d'oro, moltissime sono le teste che bramerei di avere: ma siccome ella non ne ha in questo metallo, che tre, potrà ella notificarmi quai siano, e poi l'avviserò, se alcuna di esse può servire al mio bisogno. [...]" (Zeno 1785, vol. 5, lettre n° 993, p. 337; Tomassoni 2021a, p. 104, note 335; Tomassoni 2022b, p. 134, note 335).  +
Lettre du 8 juillet 1730 (de Venise): "Non so, se il possessore di quella medaglia quadrata di Teodorico, e di quelle tre teste intagliate in quella conchiglia, si determinerà a privarsene per li due luigi, che gli ho fatto offerire per vostro mezzo. Ne starò da voi aspettando la risoluzione, con isperanza che egli sia per accettare un così onesto partito" (Zeno 1752, vol. 2, lettre n° 274, p. 536; Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 754, p. 274; Tomassoni 2021a, p. 156; Tomassoni 2022b, p. 89).  +
Lettre du 23 février 1747 M. V. (1748) (de Venise): "La lettera di V.R. mi ha confermato nell’opinione da me sempre tenuta, che quanto più gli uomini di sapere e di probità sono ornati, tanto più sono ancora di umanità e di gentilezza forniti. Con mio sommo piacere ho inteso dalla medesima, che la raccolta di tutte le mie medaglie era stata visitata da lei, e considerata, e che l’aveva trovata tale, che poté meritare la sua approvazione ; cosa da me sommamente desiderata, e dalla quale dipendeva tanto la soddisfazione del nobilissimo compratore per averne fatto l’acquisto, quanto la quiete dell’animo mio per non essermi ingannato nella stima ch’io ne faceva" ; about a coin of Queen Zenobia that Frölich thought to find in the Zeno collection : "Non mi fa meraviglia, che inutile ne sia stata costì la ricerca ; poiché non poteva trovarsi quella che mai non vi fu. Se qui l’avessi avuta anche costì si sarebbe trovata. Le attesto sull’onor mio, e sopra la mia coscienza, che mai non l’ebbi. Il n. u. Andrea Cornaro mio fratello uterino ha falsamente presupposto ch’io l’avessi, e senza mia saputa ne parlò col sig. Moscheni, e ne scrisse un biglietto" ; Zeno replies to some doubts showed by Frölich about the authenticity of a coin : "Del Gordiano Africano battuto in Samo, se ne vede l’impronta nella tavola stampata in fine dell’opera del Vaillant, ed è somigliante alla mia, la cui patina verde, e la faccia del vecchio Gordiano, e la buona fabbrica me l’ha sempre fatta creder sincera anche nelle lettere AΦP non bulinate" ; "Passo a renderle grazie della favorevole espressione, con cui ha qualificato la mia raccolta chiaramente insignem thesaurum. L’unione mi è costata più di vent’otto anni di attenzione e di studio, e venticinque mila fiorini non mi sono bastati all’acquisto. A me non tocca farne l’elogio e l’apologia. Le dirò solo, che mi darebbe l’animo di sceglierne fuori duemila pezzi, e di mostrar ad evidenza, che questi soli superano di molto il prezzo dei ventimila fiorini, per li quali l’ho ceduto, consigliatone dall’età mia ottuagenaria, e dal timore che dopo la mia morte questo insigne tesoro disperso andasse ed a male. Ed oh quanto riuscirebbe felice questa mia risoluzione, se sperasse ed ottenesse la buona sorte di essere illustrato dal dottissimo P. Froelich, la cui penna renderebbe celebratissimo esso Museo, e ‘l nuovo suo possessore" (BmLFA, Ms. 1788, lettre n° 1269, cc. 493-494r; Tomassoni 2021a, p. 200-202; Tomassoni 2022b, p. 112-113).  
Lettre du 4 juin 1708 (de Venise): “Il Sig. Conte Silvestri ha molto bene rappresentato a V. S. Illma e Rma le difficoltà, che incontro nel cominciamento della mia novella applicazione allo studio delle medaglie. Ne aveva unito fortunatamente in pochi mesi di buone, per non dir ottime; ma a viva forza mi è convenuto privarmene, per non dovere pregiudicarmi nella grazia di qualche Cavaliere mio protettore, della qual per altro tengo al presente bisogno. Mi servirà questo di avviso a tenermi per l’avvenire più cauto e segreto nell’acquisto, che son per farne di altre, affinchè non mi succeda un’egual disgrazia alla prima" (Zeno 1752, vol. 1, lettre n° 123, p. 194; Zeno 1785, vol. 2, lettre n° 188, p. 5; Tomassoni 2021a, p. 110; Tomassoni 2022b, p. 65-66).  +
Lettre du 14 juin 1746 (de Venise): "[...] Le rimando il catalogo delle medaglie Tedesche, non solo da me non inteso, ma nemmeno da nessuno di questa casa, essendovi tutta la servitù di S. E. nativa di Padova, o di altro luogo d'Italia. Per quanto mi disse il Sig. Principe, elleno son tutte in argento, e di più o minor peso. Il loro prezzo segnato in margine è a ragion di fiorini di Germania, e però mi pare eccedente. Sono per altro curiose et Istoriche, e riguardano la serie de' Principi di Sassonia, di Brandenburgo, di Svezia, e di altri di quelle parti. Nelle nostre non credo che sia così facile il ritrovarle ne' Gabinetti. Da Vienna non ho ancora risposta decisiva intorno all’affare del mio Museo, e probabilmente non l’avrò, se non alla fine della settimana ventura. [...]" (Zeno 1785, vol. 6, lettre n° 1244, p. 318-319; Tomassoni 2022b, p. 107).  +
Lettre sans date: "Ho esaminato l’impronto della medaglia che V. S. Illma mi ha trasmesso. Ella è per l’appunto una di quelle che ora comunemente si chiamano contornate, dal contorno incavato, che hanno nel loro giro, e che un tempo si dicevano Crotoniate perchè si credevano battute nella Città di Crotone : la qual opinione oggidi non ha chi la siegua. Di simili Medaglie contorniate abbondano i gabinetti ; e queste ancora sebbene per lo più rozze, e di cattivo metallo e disegno, hanno con tutto ciò il loro pregio. Nel mio studio ne conto più di quaranta, alcune delle quali non sono state vedute dall’Avercampo, letterato vivente in Olanda, che sopra sì fatte medaglie ha pubblicato non molti anni sono un mezzanamente buon libro. La rozzezza della loro fabbrica le dà a credere battute ne’ tempi del basso Imperio, cioè nel secolo Costantiniano, e nel susseguente, e alcuna se ne ritrova anche col nome di Belisario, che visse sotto Giustiniano I. e questa è la meno antica di quante io n’abbia vedute. Esse per lo più rappresentano cose appartenenti agli spettacoli, e ai giuochi anfiteatrali, o teatrali : onde vi si vedono circhi, obelischi, carrette, cavalli, abbattimenti di gladiatori, organi idraulici, ecc. Portano le immagini degli Imperadori, che più si sono dilettati di sì fatti spettacoli ; e inoltre vi si rappresentano l’effigie di uomini per lettere, o per armi eccellenti, come di Omero, di Orazio, di Apulejo, di Sallustio, di Aezio, di Belisario, ec. Quella di V. S. Illma è assai curiosa. L’Avercampo sopraccitato non l’ha riposta nel suo libro, e a me non sovviene di averla in alcun Museo, o in alcun Antiquario osservata. Si è apposto a vero il sentimento di lei, in credere che sia un auriga il giovane nel diritto di essa con un ramo di palma nella destra, e una sferza nella sinistra, stante in piedi fra due vasi di palme. L’epigrafe parmi che si abbia a legger così : TOBAX NIKA, cioè Tobac Vince, o Vincas : formola solita trovarsi nelle leggende delle Medaglie contorniate, come PANNONI NIKA, EUTIMI NIKA e in alcune VINCAS. Nè le dia fastidio quel nome barbaro di TOBAX dato dall’auriga, poichè se osserverà i nomi, che hanno i carrettieri in tali Medaglie riferite dall’Erizzo a. c. 103. 104. della Dichiarazione delle Medaglie antiche, edizione quarta, ve ne vedrà similmente di strani, come Minophanes, Folobacus, Olympiodoxilos ec. Quanto al rovescio tutto mi riesce assai strano, e nuovo : l’abito donnesco della figura, che vi si scorge, ricamato di palme, o sia allori, i due istromenti consimili, che tiene nelle mani, e la leggenda all’intorno, la quale par che dica MAKANII MUSA ; sicchè quella figura potrebbe essere, che rappresentasse la Musa di un poeta per nome Macanio, forse lodatore dell’auriga Tobac : nel qual caso potrebbe essere, che que’ due strumenti sieno due strumenti musicali. Ma queste sono da me uscite su la semplice conghiettura, e forse un giorno mi verrà per mente qualche cosa, che più di questa sia degna della sua approvazione. La Medaglia per altro non ha che fare con le superstizioni de’ Basilidiani" (Zeno 1785, vol. 5, lettre n° 879, p. 124-126).  
Lettre du 7 décembre 1726 (de Vienne): "Se il Sig. suo Fratello le avrà rappresentata la mia estrema passione nel raccoglier medaglie antiche, Greche, o Latine, in qualunque metallo e grandezza, le avrà detto il vero, e forse anche meno : ma temo, che in quanto le avrà potuto dire e della mia intelligenza, e della ricchezza del mio studio, egli siasi lasciato trasportare a qualche esagerazione dalla sua bontà, e dal suo affetto. Io mi confesso ancora novizio in una materia, dove gli uomini più sperimentati non ne sanno mai abbastanza ; e la mia raccolta è qualche cosa riguardo al tempo, in cui mi sono applicato a farla ; ma picciola rispetto a quello, che dovrebbe essere per dirsi serie compiuta : parlo quanto alle teste, delle quali in ogni classe me ne mancano ancora molte, poichè quanto ai rovesci, ella sa che è cosa, per così dire, infinita. Il numero delle medaglie ch’io tengo, giugne, e forse avanza quello di cinque mila, fra le quali ve n’ha più di 700. di Greche, che sono quelle, ove ho più di diletto, e di studio. Quello in oro, per dargliene un generale ristretto, sono intorno a 170. quelle in argento, tra Consolari e Imperiali, 1400. incirca, in gran bronzo, fra le quali si contano 50. medaglioni, giungono a 1000. in mezzano a 1600. e in terza grandezza a 800. oltre a parecchie altre di Re, e di popoli dell’Asia, e dell’Imperio Romano. Rare qui sono le occasioni, che mi si presentano di far nuovi acquisti : ma gli amici d’Italia me ne proccurano, nè io lascio fuggirmene incontro, per quanto ricercano le mie forze, a ragionevole onesto prezzo. Quelle che V. S. Illma mi esibisce, saranno da me ben volentieri accettate, purchè ella si contenti che io le offerisca per esse a suo piacimento l’equivalente, o in altre medaglie, ovvero in libri di suo gusto, i quali sarà bene che ella mi significhi per tempo, acciocchè abbia modo di commetterli altrove, in caso che qui, ove de’ buoni ha somma penuria, non si ritrovino. Se poi tra quelle si compiacerà d’inviarmi, ve ne saranno di duplicate, cioè a dire, di quelle ch’io già posseggo, non mancherò di procacciarlene l’esito al suo maggiore vantaggio ; nè questo mi sarà difficile, purchè sieno ben conservate, e non affatto comuni, delle quali qui v’ha gran copia appresso questi Sigg. dilettanti, che non son pochi. Le Greche, e le battute nelle Colonie tutte si riterranno, non essendovene molta abbondanza. L’incontro della spedizione per mezzo del Sig. suo Fratello al suo ritorno d’Italia, sarà sicuro, sebbene non così presto ; poichè non credo che prima di quadragesima sarà sbrigato dalle sue commissioni, camminando qui tutte le cose con somma lentezza" (Zeno 1752, vol. 2, lettre n° 230, p. 457-458; Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 700, p. 154-155; Tomassoni 2021a, p. 70, 138-139, note 474; Tomassoni 2022b, p. 42, 137, note 476).  
Lettre du 2 août 1727 (de Vienne): “Lunedì mattina egli è qui giunto con ottima salute il Sig. Daniello Antonio, dignissimo fratello di V. S. Illma. […] Da esso Sig. suo fratello m’è stata consegnata con la cortese e dotta lettera di V. S. Illma e con la giunta di molte belle e curiose inscrizioni la scatola di medaglie, e di altre antichità che ella si è compiaciuta d’inviarmi. Le rendo grazie in primo luogo della bontà con cui si è compiaciuta di confidarmele, onde io sceglier quelle ne possa, che sieno in accrescimento della serie che ne ho raccolta, e l’esito di quelle poi ne proccuri, che per altri dilettanti servissero. In ciò V. S. Illma mi permetta, che io le sponga il mio sentimento con quella candidezza, e schiettezza d’animo da cui non è stato mai mio costume di allontanarmi. Le dirò dunque, che fra esse medaglie ve ne ha assai poche le quali io non abbia, e che dell’altre pochissime ve ne saranno, che quì trovino compratori, per esser quasi tutte delle più ordinarie, e anche assai maltrattate. Dopo questo le dirò, che quì annesso troverà il Catalogo di alcune che ho scelte per me, e per altro amico mio : le quali però non saranno separate dall’altre, nè passeranno nel mio studio, od in altro, se prima non mi significhi il prezzo, che ella, loro legittimo padrone, ne vuole. Senza questo patto l’assicuro che le rimetterò donde le ho levate. Le quattro medaglie d’oro son buone, ma non rare. Io le tengo tutte e quattro, onde per darle ad altri, mi prescriva il loro giusto valore. Il Domiziano fra esse merita il primo luogo : poiché delle tre altre, che sono del basso secolo, e delle quali il paese qui abbonda, ha da farsi poco più capitale di quello del loro peso. [...] Il terzo tomo numismatico del Banduri non so che mai sia uscito alle stampe, anzi non so che l’autore sia in disposizione di darlo fuori.” (Zeno 1785, vol. 4, lettre n° 718, p. 194-196; Tomassoni 2021a, p. 140; Tomassoni 2022b, p. 81-82).  +