Grand document
From Fina Wiki
- Imported from"Imported from" is a predefined property that describes a relation to an <a rel="nofollow" class="external text" target="_blank" href="https://www.semantic-mediawiki.org/wiki/Help:Import_vocabulary">imported vocabulary</a> and is provided by <a rel="nofollow" class="external text" target="_blank" href="https://www.semantic-mediawiki.org/wiki/Help:Special_properties">Semantic MediaWiki</a>. dc:description (dc | Dublin Core Metadata Element Set, Version 1.1)
- Has preferred property label"Preferred property label" is a declarative predefined property to specify a <a rel="nofollow" class="external text" target="_blank" href="https://www.semantic-mediawiki.org/wiki/Help:Preferred_property_label">preferred property label</a> and is provided by <a rel="nofollow" class="external text" target="_blank" href="https://www.semantic-mediawiki.org/wiki/Help:Special_properties">Semantic MediaWiki</a>.
- Has property description"Property description" is a predefined property that allows to describe a property in context of a language and is provided by <a rel="nofollow" class="external text" target="_blank" href="https://www.semantic-mediawiki.org/wiki/Help:Special_properties">Semantic MediaWiki</a>.
- Original passage from the "Grand document". (en)
- Originalpassage im "Grand document". (de)
Name der Seite. (de)
A
Lettre du 28 octobre 1586 (de Sienne): "Serenissimo Gran Duca unico mio Signore, Ho consignato questa mattina al procaccio uno scatolino drento al quale vi ho messo 24 medagliette greche et un Adriano latino raro per rivercio restitutori frigi e riceva il mio buon animo e si degni tenermi nella sua buona grazia, che altro non desidero in questo mondo, sotto la cui protezione desidero vivere e morire. E se non era ch'el procaccio è passato di qui tanto a buon ora gli averei dato anche alcune figurine antiche di rnetallo, quali non mancherò di inviarle a l'Altezza Vostra Serenissima e umilmente facciole riverenza. Le prego perpetua felicità. Di Vostra Altezza Serenissima umilissimo e obbligatissimo servitore Alfonso Del Testa Di Siena li 28 di ottobre 1586" (Firenze, Archivio di Stato, MP 783, c. 825; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 292, n° 324). +
Lettre du 28 décembre 1586 (de Rome): "Serenissimo Gran Duca, Signor mio e Padrone perpetuo, ho consignato questo giorno al procaccio una scatola bianca a dove ho messo una bella figura di metallo antica, molti dicano che sia Alessandro Severo imperatore, altri che sia il Tempo, perché ha le ali. Di più sarà dato a Vostra Altezza Serenissima in mio nome, un medaglione greco, di buon maestro, il tutto in segno della continua devozione ch'io porto e portarò sempre mentre che avrò vita all'Altezza Vostra Serenissima [...]" (Firenze, Archivio di Stato, MP 778, c. 553; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 292, note). +
Lettre du 8 janvier 1587 (de Rome): "[...] Ho dato al procaccio uno scatolino a dove ho messo tre figurine piccole, antiche, due di metallo et una più piccola di tutte d'argento molto capricciose e come io abbi riavuto il medaglione e la figurina che era in mano di Domenico de' Camei bona memoria, gnene mandarò e si aspetta qui Ercole Basso, che senza di lui non se può far nulla, perché a lui è restato il carico delle medaglie e per quanto io ho visto, se bene ve ne è qualcuna rara, non di meno non vi son troppe, ma tra le altre che io ho visto, vi è un Nerone col congirario molto bello e stupendo [...]" (Firenze, Archivio di Stato, MP 785, c. 196; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 292-293, n° 325). +
Lettre du 16 janvier 1587 (de Rome): "Serenissimo Granduca mio Signore perpetuo, ho riavuto la figurina e il medaglione greco, che era in mano di Domenico de' Camei, bona memoria, et ho fatto tanto con li suoi che me l'hanno rese, però con il presente procaccio mando a Vostra Altezza Serenissima dentro a una scatola la figurina, quale è una Pallade e come il medaglione sia accomodato, che credo che sarà della settimana seguente, manderò quello ancora in mano sua [...]" (Firenze, Archivio di Stato, MP 785, c. 198; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 293, note). +
Lettre du 23 janvier 1587 (de Rome): "Serenissimo Gran Duca Padrone mio proprio, Per il procaccio presente mando all'Altezza Vostra Serenissima drento a uno scatolino il medaglione greco di Commodo giovine per riverso una statua equestre et il prigione sotto, medaglione molto raro e non più visto et è quello stesso che altre volte io le dissi d'aver lasciato insieme con la figurina di metallo antica inviatali ultimamente qui nelle mani di Domenico Camei. Accetti il mio buon animo e sia sicura che di affezione e di riverenza io non cedo ad alcun altro suo servitore e desidero che si degni tenermi in sua buona grazia et umilmente le bacio la veste, pregando il Signor Iddio per la sua felicità e di tutti li suoi. Di Vostra Altezza Serenissima devotissimo et umilissimo servo Alfonso Del Testa. Di Roma li 23 di gennaio 1587" (Firenze, Archivio di Stato, MP 785, c. 56; cfr. Lanzi 1775, c. 208v; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 294, n° 326). +
Lettre du 19 février 1587 (de Rome): "[...] Le mando di più una scatola bianca in forma rotonda drento alla quale ne ho messo quattro scatolini: in uno vi è un medaglione greco con un riverso molto raro e capriccioso et anco mezza dozzina di medaglie rare e di buon mastro tra greche e latine, che non sono nette [...]" (Firenze, Archivio di Stato, MP 785, c. 284; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 294, note). +
Lettre du 27 mars 1587 (de Rome): "Serenissimo Gran Duca, una donna romana vorrebbe vendere alcune antichità, che son in questa scatola bianca, tonda, a Vostra Altezza Serenissima e mi ha pregato il mandargnene in propria mano a lei perché ha da mandar fuori di Roma un suo nepote per alcuni suoi affari e ha di bisogno di danari; gliele vuol dare per buonissimo mercato, cioè il tutto per cento scudi di moneta a X giulii l'uno. Io le ho fatte vedere e sono state giudicate molto rare e molto belle e solo il cameo per essere così raro pezzo è stato stimato cento ducati et il medaglione, cinquanta, e lei si contenta darli via tutte insieme e le mette il cameo quaranta e le medaglie sessanta per dieci scudi l'una, che sono in numero di sei con il medaglione. Io le mando a Vostra Altezza Serenissima che caso che le vogli si degni di dar presta spedizione, perché questa gentil donna ha particolarmente bisogno di questo. Sennò si degni di ordinare che, non le volendo, di farle inviare per il primo procaccio o la scatola o li danari, che così son stato pregato. A lei unito a lungo per altra mia a Vostra Altezza Serenissima, alla quale umilmente fo riverenza, pregandogli felicità. Umilissimo e devotissimo servitore .. .....................................Alfonso Del Testa. Di Roma li 27 di marzo 1587" (Firenze, Archivio di Stato, MP 786, c. 91; Barocchi - Gaeta Bertelà 1993, p. 300, note). +
'By his will [Winchilsea] he left me his Imperial Medals, and his Sark Antiquities; – what he wrote upon them is in the possession of Mr Creyk; – whether he will publish them or not I do not know; – he has the disposal of everything; – he has promised me the refusal of the Athenian Medals, and some of the Books.' (Nichols 1817-1858, vol. 2, pp. 784-5; Burnett 2020b, pp. 1007-8) +
-Lettre du 8 septembre 1620 (de Vic) : « Je suis infiniment satisfait d’entendre que vous prenez plaisir aux médailles Gothiques et tâcherai de vous en envoyer celles que j’estimerai les plus belles de mon cabinet. Pour mon inclination, ayant une native proclivité à la peinture, je vois volontiers les impériales, pour ce qu’outre le témoignage de la vérité de l’histoire qu’on en peut tirer, aussi il y a de quoi contenter l’esprit en contemplant l’excellence de la sculpture ou gravure, qui était alors florissante. (...) (Paris, BnF, Ms Fr 9538, f° 251; voir A. Reinbold, Correspondance Nicolas Fabri de Peiresc - Alphonse de Rambervillers (1620-1624), Paris, 1983, p. 12-13 - info Guy Meyer). +
-Lettre du 18 septembre 1620 (de Vic) : « Monsieur, Pour satisfaire à mes dernières, que je vous ai envoyé depuis huit jours, j’ai reconnu en mon cabinet les médailles qui pouvaient être gothiques, et ayant longtemps demeuré en doute, si je vous devais faire tenir chose de si peu, j’ai enfin pris résolution de vous les envoyer, avec créance qu’elles vous seraient agréables, je vous prie donc en recevoir quinze, des plus belles que j’ai pu trier parmi les autres. Il faut que je confesse qu’elles me sont inconnues, ne pouvant pénétrer l’intelligence d’icelles. Je serai extrêmement content si elles vous apportent du plaisir ») (Paris, BnF, Ms Fr 9538, f° 252; voir A. Reinbold, Correspondance Nicolas Fabri de Peiresc - Alphonse de Rambervillers (1620-1624), Paris, 1983, p. 14-15 - info Guy Meyer). +
-Lettre du 30 septembre 1620 (de Vic) : mentionne en passant les médailles gothiques (Paris, BnF, Ms Fr 9538, f° 250 r-v; voir A. Reinbold, Correspondance Nicolas Fabri de Peiresc - Alphonse de Rambervillers (1620-1624), Paris, 1983, p. 18 - info Guy Meyer). +
-Lettre du 30 octobre 1620 (de Vic) : « Il ne sera besoin de me renvoyer lesdites médailles [sc. gothiques] pour ce qu’elles sont vôtres… » (Paris, BnF, Ms Fr 9538, f° 250 r-v; voir A. Reinbold, Correspondance Nicolas Fabri de Peiresc - Alphonse de Rambervillers (1620-1624), Paris, 1983, p. 21 - info Guy Meyer). +
Lettre du 30 oct. 1697 (de Milan) : (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 18/678 ; voir Missere Fontana 2012, p. 247, note 51). +
Lettre du 13 nov.. 1697 (de Milan) : (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 18/678 ; voir Missere Fontana 2012, p. 247, note 51). +
Lettre du 23 juil. 1698 (de Milan) : « V.S. ha molto ben raggione a dirla in tutta confidenza che le medaglie di bronzo che haveva l’amico (Renzi) possino essere dello studio del fu s. conte Mezzabarba ; ma che lo stesso le abbi havuto a dirittura dalla dama (Jeanne-Baptiste d’Albert de Luynes) non creda, ma le à pigilate cred’io del Genevrino (Voisin) che li motivai con mia passata che mi mostro la pietra ; per quanto io ho potuto scoprire ; il studio di medaglie sudette io va esistando il s.r. conte suo figlio (Francesco Maria) essendomi capitato a me solo ieri alcune medaglie d’oro che non le comprai, per esser delle più picole del secolo basso et una moderna di Carlo V, mal fatta e rinettata malle, con saldato attorno una cornice fatto a aloro di maliss.mo gusto, come pure alcune di argento consolari et certe monete antiche di Milano, pure queste non le pigliai, per averne io molte anche duplicate ; con che la serie che con tanta fatica e studio questo virtuoso cavagilere racolse hora se ne và volando ; perché la gioventù vole starsene alegramente senza altro pensare (e cosi vanno le cose del mondo) » (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 18/678 ; voir Missere Fontana 2000, p. 198 et 2012, p. 247, note 55). +
-Lettre du 30 juil. 1698 (de Milan) : sur le marché conclut entre le fils Mezzabarba et l’antiquaire genevois Voisin : les pierres gravées de la comtesse de verrua (Jeanne de Luynes) contre les monnaies de Mezzabaraba (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 18/678 ; voir Missere Fontana 2012, p. 247, note 55). +
Lettre du 20 août 1698 (de Milan) : sur le marché conclut entre le fils Mezzabarba et l’antiquaire genevois Voisin : les pierres gravées de la comtesse de verrua (Jeanne de Luynes) contre les monnaies de Mezzabaraba (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 18/678 ; voir Missere Fontana 2012, p. 247, note 55). +
Lettre du 27 août 1698 (de Milan) : sur le marché conclut entre le fils Mezzabarba et l’antiquaire genevois Voisin : les pierres gravées de la comtesse de verrua (Jeanne de Luynes) contre les monnaies de Mezzabaraba (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 18/678 ; voir Missere Fontana 2012, p. 248, note 70). +
-Lettre du 15 oct. 1698 (de Milan) : sur le marché conclut entre le fils Mezzabarba et l’antiquaire genevois Voisin : les pierres gravées de la comtesse de verrua (Jeanne de Luynes) contre les monnaies de Mezzabaraba (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 18/678 ; voir Missere Fontana 2012, p. 247, note 55). +
Lettre du 5 nov. 1698 (de Milan) : sur le marché conclut entre le fils Mezzabarba et l’antiquaire genevois Voisin : les pierres gravées de la comtesse de verrua (Jeanne de Luynes) contre les monnaies de Mezzabaraba (Archivio di Stato di Bologna, FMC, IV, 18/678 ; voir Missere Fontana 2012, p. 247, note 55). +