Grand document
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G
Lettre du 11 décembre 1769 (de Turin) : à propos de Trajan et de Ptolémée X (Paris, BnF, Fonds français, n. acq. 1074, f° 227). +
«Sognavo che quando mai ottenga l'impiego di cui ho parlato, per combinare i nuovi studi con i vecchi e più di moda, potrei comporre un libro col titolo Agricoltura nummaria, nella quale ordinatamente illustras si le medaglie relative a cose agrarie e conservanti la memoria, e la notizia dei primi inventori in quest'arte tanto utile, di piante e di altri simboli, istrumenti, pratiche ecc., collegate con l'agricoltura. Il soggetto di questo studio mi parrebbe curioso, divertente, ed atto a profondere dell'erudizione e dell'amenità», BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, III, 1775, c. 439, 6 aprile 1775). +
«Resta tuttavia incerto il mio giudizio perché si tratta di sistemare le cose e di combinare l'esercizio del mio impiego attuale col minor guadagno possibile per il tempo che rimarrà in piedi con il nuovo a cui passerò probabilmente provvisto di un aiuto ex-gesuita per il Gabinetto delle medaglie e delle gemme. Io mi sottopongo a tutto per avere un posto di quiete e per togliermi dalla possibilità di esser collocato ove non avessi vocazione, ma in sostanza migliorerò poco per l'economia e per dei mesi averò molte fatiche e molti imbarazzi» (BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, III, 1775, c. 445, 17 aprile 1775). +
"Alla perfine mi è stato commissionato questo mattina il motuproprio della mia elezione in direttore della R. Galleria ed insieme custode ed antiquario delle gemme e medaglie che si conservano nella medesima col mensual stipendio di scudi 20 e coll'uso del quartiere per mia abitazione e con la destinazione in aiuto per il Gabinetto delle medaglie e gemme dell'abate Luigi Lanzi ex-gesuita, nativo di Fabriano, figlio di un medico uomo di molta abilità ciarlatanesca nella lingua greca e nelle belle lettere latine e toscane. Devo poi seguitare, fino a nuovi ordini, ad esercitare le funzioni di segretario della Pratica per gli affari di Pistoia e Pontremoli con gli assegnamenti descritti in altro motuproprio a parte dello stesso giorno esistente nella cancelleria del detto magistrato. Ed ecco decisa la mia sorte. Cessando l'occupazione nella Pratica, che ricevo molto volentieri e che mi porterà un utile di circa scudi 11 e mezzo scudi il mese, converrà che domandi qualche aumento di salario per porre le cose in un giusto equilibrio e godere di un qualche vero avanzamento" (Firenze, Biblioteca nazionale centrale, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, III, 1775, c. 451v, 27 Aprile 1775). +
«Ho trovato che Raimondo Cocchi aveva l'idea di formare nella Galleria, raccolta di libri di antiquaria e di belle arti. A questo effetto ha fatti comprare pochi cattivi libri dai soppressi collegi dei Gesuiti. Io penso di seguitarla e di tentare se S.facesse darmi la libreria del dottor Lami. Intanto mi vado immaginando che il fondo di questa raccolta dovesse essere una serie compita di classici greci e latini, di trattati relativi ai costumi, religione, ecc. degli antichi e di collettori ed illustratori di antichità, iscrizioni, medaglie, gemme e statue, e dovesse contenere tutti i libri notati nell'ultima edizione dell'Abecedario Pittorico in fine. Anche al Gabinetto di Fisica, l'abate Fontana ha fatta cominciare ottimamente una libreria relativa, e per la libreria di S. Lorenzo, canonico Giulianelli fece prendere molti libri del canonico Biscioni analoghi allo studio dei codici. Insomma le cose non possono ben conoscersi senza leggere quello che le medesime hanno pensato ed osservato gli altri» (BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, III, 1775, C. 458v, 6 maggio 1775). +
-19 May 1775 (Florence): "Questa divisione è scientifica ma non bella all’occhio, ed ha il difetto di confondere le monete, con le medaglie battute in onore di alcuno senza che sieno servite per il commercio" (Florence, Biblioteca nazionale centrale, N.A. 1050, Efemeridi, II, III, 1775, c. 465r; Williams 2022, p. 266, note 172) +
«Quando fra pochi giorni principierò la consegna delle medaglie e gemme del R. Gabinetto, cioè subito che S.A.R. dichiarerà la maniera di farla, bisognerà che io mi disponga a formare un catalogo di simili monumenti, onde ripensando vedo cheal mio aiuto abate Lanzi, le medaglie, e per me riterrò le gemme, le monete e le medaglie moderne. Per questo, rispetto alle prime per le quali ho sempre avuto un genio deciso, vado pensando come possa distribuirle, e fra i diversi metodi mi pare che sia migliore la classazione immaginata dall'abate Winckelmann per la raccolta del barone de Stoch, con degli indici alfabetici, cronologici, sistematici ecc., può darsi alla collezione Galleria tutto quel risalto e quell'uso che più convenisse, ma per la mostra un ordine ragionato sarà sempre il più utile. Non so ancora come siano disposte dette gemme, in qualunque forma le trovi, con numeri e richiami, potrò assortirle a mia scelta e poi collocarle nella maniera nella quale conoscerò, potrò dare più pascolo all'altrui erudita curiosità. Mi pare ancora che in ogni classe convenga cominciare dai cammei e passare agl'incavi, collocando in fondo le paste e le copie (prima le antiche e moderne) che di un medesimo soggetto incontrerò» (BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, II, III, 1775, c. 462v, 14 maggio 1775). +
«Ne' miei studi ho sempre procurato di conoscere gli autori, che hanno scritto in essi. Mi pare che ciò risparmi molto di fatica, e che dia la maniera migliore di vedere l'estensione della materia, cosa è stato fatto, e quello che resta a fare. Biblioteca nummaria del padre Bandurio. In conseguenza dovendo rivolgermi all'antiquaria, e specialmente allo studio delle medaglie, e delle gemme cerco di fornirmi di biblioteche, e per le prime ho acquistata la Biblioteca nummaria del padre Bandurio della ristampa fattane dal Fabbricio nel 1719 a Amburgo». (BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, III, 1775, c. 470, 29 maggio 1775). +
"Quando mi lusingavo che la consegna delle medaglie fosse vicina al termine, vedo che si prolungherà, perché l'oracolo di un ministro (il senator Gianni) ha deciso che vanno pesate anche quelle di biglione, cioè di argento con lega oltrepassante la metà del peso, lo che porterà il dovere tornare indietro a riandare il fatto. Tutta la difficoltà è stata suscitata dalla caparbia secchezza del sindaco cavalier Pietro Pontanari già Martellini che mi fa la consegna, ed a ciò mi volevo opporre in fatto con interpellare il Real Padrone, ma la mia prudente circospezione, ed il consiglio di amici mi hanno distolto da questo ricorso, onde mi ristringerò a lasciar rampicare il sindaco a suo modo, a star sulle parate per la mia sicurezza, ed a pazientare, giacché questa poco ragionevole stitichezza noiosa averà il suo fine." (Florence, Biblioteca nazionale centrale, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, III, 1775, c. 498r; Fileti Mazza - Tomasello 2000, p. 440, note 4). +
«Io vedo che la distribuzione delle antiche medaglie è stata in passato suggerita dal lusso e dall'ambizione. In verun metallo e di veruna grandezza può aversi una serie completa. Dunque era capriccio il separare le serie in oro, in argento, in bronzo, in medaglioni, in quinari ecc. Dunque l'ordine che ha il R. Gabinetto, è il più ragionevole ed il più instruttivo, benché non appaghi l'occhio. Più volte anche a me era venuto in capo che l'uguale distribuzione dei gabinetti fosse incompleta, ma forse non avrei ardito di fare una novità ed ho fatto il piacere di aver trovato che altri l'abbia fatta» (BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, III, 1775, c. 547v, 29 novembre 1775; Williams 2022, p. 266, note 172). +
«Io non conosco Gabinetto più ricco di quello del re di Francia, il quale ha le cose più rare, e singolari perché ha assorbite molte raccolte di gran prezzo. Io non so le intenzioni del mio padrone, ma spererei che a poco alla volta si prestasse a fare delle compre, e ad arricchire il suo museo. Vero è per altro che il prendere alla spicciolata i pezzi, che fanno a proposito costerà sempre molto più che ad acquistare in massa delle intiere raccolte» (BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, III, 1775, c. 558, 25 dicembre 1775). +
“L’abate Giuseppe Eckel, ex-gesuita, il quale riordinò nel 1773 le medaglie della Real Galleria, ha stampata a Vienna ne’ mesi passati un’opera che ha qua mandata, e che contiene l’illustrazione di una quantità di medaglie aneddotte del Gabinetto Imperiale, del nostro, e di pochi altri. Ella gioverà molto, e faciliterà la descrizione che vado facendo, ma veramente è scritta con rozzezza, e pessimo stile, diffetto
per giusti riguardi tacerò nell’annunziarla nelle Novelle Letterarie” (Florence, Biblioteca nazionale centrale, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, IV, f. 569r-v; Williams 2022, p. 263, note 151) +
«Facendo la descrizione delle medaglie, pensavo che per darla all'ultima esattezza si potrebbe sacrificare alcuni esemplari di certi corpi, e staccare ο tagliare da essi le figure di ciascuna medaglia ch'esiste nel real Gabinetto e porla accanto alla descrizione medesima. Per fissare in carta l'idea delle cose, ci vogliono le figure. Il far disegnare tutte le medaglie che sono raccolte in questo tesoro, sarebbe cosa difficile, perché i disegnatori bravi per tali generi di cose, sono rari, onde importerebbe meno perdere pochi esemplari che non costerebbero che pochi zecchini. Ma io non suggerirò questo pensiero potendo a molti sembrare strano ο inutile e superfluo il mio progetto» (BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, IV, 1776, c. 570, 18 gennaio 1776). +
«A dirla con sincerità credevo più ricca, e più completa la collezione delle medaglie della Real Galleria. Io non so se deva dubitare che ne manchino, e che Sebastiano Bianchi, che aveva facoltà di commerciare, e barattare, e che ottenne un saldo dal Granduca Giovanni Gastone per mezzo del dottor Gualtieri, negli ultimi anni avesse usati degli arbitri, e barattasse a svantaggio.
Finito che abbia la descrizione a cui lavoro, assicurerò meglio il mio sospetto. Veramente prima del 1773 le medaglie erano in una perfetta confusione non ostante che Giuseppe Bianchi vantasse che il padre le avesse disposte compitamente. Così poteva dire delle sole medaglie d'oro, d'argento, e di bronzo degl'Imperatori, ma quelle delle città erano confuse ed i medaglioni stessi fuori d'ordine. Antonio Cocchi le classò in carta non bene, ma le lasciò nel grado in cui scioccamente gli erano state consegnate. Un gabinetto male ordinato, e mal disposto è soggetto ad essere derubato, e per quanto Raimondo Cocchi, e l'abate Eckel facessero bene a ordinare quello del Granduca, il primo non immaginò una buona disposizione delle medaglie negli stipi, essendo scomodi, e mal sicuri gli spartimenti che fece, a segno che non si può scoprire il furto che si facesse senza un riscontro. Che poi la raccolta sia molto mancante è facile a vedersi, osservando i migliori medaglisti moderni, e specialmente Pellerin. Siccome il genio del principe non è per queste cose, e lo studio delle medaglie è in decadenza, così non ho molta speranza di vedere che si debbano fare acquisti grossi da render completa la raccolta ch'è alla mia guardia. Ma terminato il catalogo dirò qualche cosa di più.» (BNCF, 1050, Efemeridi, s. II, IV, 1776, c. 583v-584r ; 23 febbraio 1776). +
« Quindi, nel mentre che tiro avanti il catalogo delle antiche medaglie, vado disponendo la distribuzione delle monete le quali sono attualmente collocate in confuso, e fuori d'ordine. Mio pensiero è adunque di disporle per ordine geografico, e cronologico partendo da quelle di Firenze, perché di queste ve ne sono assai, e perché è giusto che il museo principi a fare la sua comparsa dalle merci del proprio paese. In alcune ore adunque mi tratterrò intorno a quest'oggetto per lavorare in due luoghi due cose alla volta, come usava il proposto Muratori, che perciò tanto scrisse, e tanto faticò quanto è possibile che uomo faccia.» (BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, IV, 1776, c. 591r, 8 marzo 1776). +
-27 Sept. 1776 (from Florence): “Raimondo, suo figlio, negli ultimi anni per mezzo del padre Eckel riordinò con nuovo metodo le medaglie ma non scrisse un verso di catalogo, e alle monete lasciò alcuni fogliucci di ricordi per la distribuzione loro, abbandonando le medaglie moderne, ed i gettoni nel perfetto caos” (Florence, Biblioteca nazionale centrale, N.A.1050, Efemeridi, s. II, IV, 1776, c. 667r; Williams 2022, p. 258, note 122). +
«Nella descrizione della R. Galleria, volendo fornire le classi con dei discorsi preliminari che ο narrino la loro storia, ο illustrino le cose che contengono, oltre un discorso universale il quale presenti il principio ed il progresso di questo grandioso deposito delle belle arti, ieri sera principiai ad abbozzare quello per le gemme intagliate, genere di cose che io amo sopra le altre. Io cerco di render erudito ed ameno questo discorso perché serva poi un'introduzione degna delle cose che deve precedere e perché faccia sentire tutto il pregio loro. Finito che averò questo discorso, mi determinerò a stendere ο quello delle medaglie, ο quello che ha da essere collocato in testa di tutta la descrizione, essendomi già di ambedue fatto Io scheletro in capo per dargli ordine, ed avendo fissato ove raccogliere i materiali necessari per riempirgli.» (BNCF, N. A. 1050, Efemeridi, s. II, IV, 1776, c. 676, 8 ottobre 1776). +
« Supplementi alla Biblioteca numismatica del padre Bandurio. In conseguenza della disposizione in cui sono di rendermi abile per la mia professione, e della massima accennata di sopra, p. 719, io voglio stendere in questi fogli un ragguaglio dei libri di medaglie che mi vengono alle mani, e che sono posteriori alla Biblioteca del padre Banduri, edizione d'Amburgo, 1719, in 4°, con le aggiunte di Giovanni Alberto Fabbricio, giacché quella di Giovanni Cristiano Hirschio, pubblicata nel 1760 a Norimberga, in folio, è un catalogo molto digiuno, e che non dà giudizio, né sunto dei libri che annunzia. Questa mia diligenza con un poco di tempo spero che mi sarà utile. In tanto principiamo dal seguente.
Illustrazione del museo Pisani del padre abate Mazzoleni. Numismata aerea selectiora maximi moduli, e museo Pisano olim Corrario. Venetiis apud Iohannem Baptistam Albritium Hieronymi filium: contiene questo volume novantadue tavole in rame con duecentonovantasette medaglioni salvo latini e greci impressi nobilmente poiché ogni medaglia ha un contorno, o ornato diverso, e per lo più di buon gusto. Si porge il diritto di ogni medaglia quando non è affatto simile ad altro che abbia un rovescio differente, ed in questo caso si dà il solo rovescio non so se sempre nella grandezza naturale. Credo utile il dare il catalogo di questi pezzi:
Alessandro Magno, o Ercole giovane
Velletri, o Volterra
Triente
Roma
Laudicesi, col Genio del Senato
Marco Antonio
Augusto, 2
Livia, moglie di Augusto
M. Agrippa, 1
Tiberio, 2
Agrippina, madre di Caio Cesare
Nerone, 3
Galba, 1
Domiziano, 1
Traiano, 2
Adriano, 10
Sabina, moglie di Adriano, 2
Antinoo, 8
Antonino Pio, 11
Faustina, moglie di Antonino Pio, 2
Marco Aurelio, 15
Faustina, moglie di Marco Aurelio, 11
Lucio Vero, 5
Lucilla, moglie di Lucio Vero, 1
Commodo, 25
Crispina, moglie di Commodo, 1
Albino, 1
Settimio Severo, 12
Giulia Pia, moglie di Settimio Severo, 3
Antonino Caracalla e Geta, 1
Caracalla, 26
Plautilla, moglie di Caracalla, 2
Geta, 4
Macrino, 2
Diadumeniano, 2
Antonino Elagabalo, 3
Severo Alessandro, 9
Mamea, madre di Alessandro, 1
Massimino e Massimo, 5
Gordinano Pio, 16
Tranquillina, moglie di Gordiano, 1
I due Filippi, con Ottacilia o senza, 9
Traiano Decio, 3
Erennia Etruscilla, moglie di Decio, 3
Ostiliano, 1
Treboniano Gallo, 2
Volusiano, 3
Valeriano, e Gallieno, o soli, 13
Salonina, moglie di Gallieno, 2
Valeriano il Giovane, figlio di Gallieno, 2
Postumo, 2
Claudio, 2
Aureliano, 2
Tacito, 1
Floriano, 1
Probo, 8
Carino, 2
Diocleziano, 3
Massimino Erculeo, 3
Costanzo, figlio di Costantino Magno, 8
Costantino Magno, 9
Costantino Iuniore, 2
Constante, 1
Constanzio, 3
Magnientio, 3
Decenzio, 2
Giuliano, 1
Giovinano, 1
Valentiniano, 2
Valente, 1
Graziano, 1
Giustiniano, 3
Teodato re, 1
Maurizio, 1
Foca, 1
Emanuelle Comneno, 1
I disegni delle medaglie paiono lavorati con diligenza ma tutti uniformemente. Queste furono raccolte dal senatore Girolamo Correro, ed aumentate da Angelo, suo figlio, il quale procurò ancora che fossero intagliate per darle al pubblico. La figliuola di lui, Elisabetta, si maritò a Ermolao Pisano, figlio del cavalier Luigi, poi doge, e portò in questa casa una sì nobil raccolta, la quale fu accompagnata con altra di ogni genere di medaglie, e di antichità, ed Ermolao Pisani, zio del giovane, ebbe premura di provvedere che alla fine la medesima vedesse la luce, la qual cosa seguì in effetto avendo il padre abate Mazzoleni casinense arricchita poi l'opera con tre volumi d'illustrazioni delle quali diremo sott'altro giorno
» (17 BNCF, Ν .Α. 1050, Efemeridi, s. II, V, 1777, c. 723r-724v ; 14 gennaio 1777).
«Bisogna convenire che le medaglie sono monumenti i quali servono a spiegare ed a correggere la storia, ma siccome non si spiegano mai se non oscuramente e spesso equivocamente, così bisogna paragonarle insieme e sottoporle alla testimonianza degli scrittori per ricavarne tutto il vantaggio. Il poterle paragonare suppone averne in pronto una stessa raccolta e fatta questa è più facile illustrarla ed aiutarla con scrittori antichi. Dunque rimarrebbero dei lavori per gli antiquari, ancora se volessero occuparsi ο se il loro studio fosse più di moda di quello che sia. I tanti materiali sparsi doverebbero esser riuniti e per eseguirlo sarebbe utile il Tesoro che nel 1736 prometteva Giulio Carlo Schalogero e di cui diede il prospetto dietro il suo Commentario Alexandri Magni con l'indice delle dissertazioni che voleva ristampare in esso. Il disegno non fu eseguito, ed oggi giorno potrebbero trovarsi nuovi opuscoli d'aggiungere che sono comparsi doppo detto tempo. Dagli Atti delle Accademie non η estrarrei alcuno, ma vorrei che in una tavola fossero indicati quelli che vi si trovano e se chi si accingesse a questa fatica avesse capitali, vorrei che spargesse a proposito ove occorresse i suoi lumi per correggere ed arricchire i lavori altrui. Ma tutti sono desideri che non vedrò a mio tempo adempiti. La solida letteratura non è per questa stagione ed abbiamo molti demi savants e pochi virtuosi», BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, V, 1777, c. 718v ; 9 janvier 1777). +
« Doppo che sono alla R. Galleria, non è venuto nessun signor fiorentino a vedere le gemme, e molto meno le medaglie. Che cosa vuol dire? Ignoranza, ma ignoranza cieca, che non si conosce e non si scuote. Con che la maggior parte dei forestieri che vedo, vai poco, ma almeno hanno un poco di gusto e sanno certe cose generali che ignorano i nostri nobili. Eppure uno dei primi fonti di cultura doverebbe essere questo luogo, ove tutto quello che s'impara adorna lo spirito, e promuove il genio e la stima delle belle arti, senza le quali tutto è miseria e bassezza. Nell'educazio giovani, doverebbe entrare un'ostensione delle statue, delle pitture e delle altre rarità che sono depositate alla R. Galleria e l'occhio si avvezzerebbe a trovare il bello ed ricchi s'invoglierebbero di un lusso nobile che varrebbe più della magnificenza nelle livree, nei cavalli e in tante altre frivolezze, e che sono esterni ornamenti di parata abbagliare il volgo, ma che non portano a presunzione di cultura in coloro che se » (BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, V, 1777, c. 754, 17 febbraio 1777) +