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G
« Io trovo gran difficoltà a raccogliere dei libri d'antiquaria e specialmente di medaglie. Non ne trovo appresso i nostri librai, ed alcuni neppure ho potuti avere di essendo usciti di commercio. Due librerie si sono vendute a mio tempo che ne vano, cioè quella del barone Stosch, la quale era ricchissima, e quella del proposto Gori. La prima si sperse, la seconda passò nell'università di Pisa per cui fu comprata. Quando S.A.R. mandò i libri della Palatina nella Magliabechiana con far prima scelta di quelli che convenivano al Gabinetto di Fisica, Raimondo Cocchi averebbe potuti prendere quelli ch'erano propri per la Galleria. Ma in quel tempo era scordia col direttore Querci, e del tempo dopo soltanto mostrò di riconoscere necessità di un assortimento di libri anche per la Galleria. Sebastiano Bianchi aveva in proprio molto buono per i suoi tempi, ma il figliolo lo vendè malamente. Quando i libri sono di poco costo, io gli prendo per me, ma per quelli di un prezzo un poco forte, non ho possibilità di comprargli, e bisogna che mi maneggi » (BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, V, 1777, c. 755, 19 febbraio 1777).  +
« Stamane ho principiato a verificare le medaglie duplicate del R. Gabinetto insieme col signor abate Lanzi, e nello stesso tempo fo la prima rivista del mio sbozzato catalogo. Dico la prima rivista perché vi sarà da correggere e da schiarire qualche altra cosa prima di farlo mettere al pulito. In questo riscontro trovo, e troverò dei pezzi da ritirare nelle serie, mentre qualche sbaglio è seguito, ed in una ricca collezio ne bisogna tener conto di tutte le varietà, ο almeno di quelle che danno più nell'occhio. Non è certo se vi siano veri duplicati, la maggior parte degli antiquari non ne riconoscono se non pochissimi, ed anche nell'ipotesi che ve ne sieno, maneggiando un Gabinetto principesco bisogna camminare con larghezza nonostante che si possa avere l'idea di scartare le medaglie simili e di farne esito, la qual cosa non farei se non con molto riguardo e singolarmente per acquistare i pezzi che mancassero. Del resto io sono persuaso che dei duplicati ve ne sieno, ma credo altresì che non siano mai molti, perché nella gran quantità di moneta che si è battuta, è bisognato senza dubbio rifar spesso i coni, come segue anche adesso » (BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, V, 1777, c. 777v, 17 aprile 1777).  +
« Dizionario numismatico. Fra le cose che anderebbero fatte per facilitare lo studio delle medaglie, ho detto già che ci bisognerebbe un Dizionario geografico numismatico fatto con studio e dili genza. È cosa miserabile il catalogo delle città libere che diede il padre Fròelich nella sua Notizia Elementare e che ricopiò il padre Zaccaria nelle sue Istituzioni Numismatiche. Prima di questi l'Arduino per illustrare la Geografica un'opera compose che ha il suo merito ma che non risparmia quella che propongo, tanto più che le opinioni di questo religioso sono cosi spesso tanto diverse da quelle degli altri antiquari. Il fondamento del libro andrebbe preso dai classici consultando i commentatori, il Cellario e d'Anville specialmente. Doppo stabilito il sito di ogni città, converrebbe saperne la storia in poche parole perché il metodo dell'abate Belley, adoperato nelle sue memorie che sono negli atti dell'Accademia delle Iscrizioni, in un dizionario sarebbe troppo lungo. In questa storia verrebbero segnati i principi dell'epoche che usate dalle rispettive città i diversi nomi che hanno preso i magistrati che si trovano nelle loro medaglie e quant'altro servisse a intendere le medesime, doppo ciò bisognerebbe indicare appresso in quale autore si possono vedere le sue medaglie. Io sono ritornato sopra questo progetto perché ne veddo ogni giorno più la necessità, e mi dispiace di non essere inadatto di occuparmi sopra il medesimo per quanto mi ci sia anche provato per mio capriccio. Mi duole di non essere alcuno di coloro i quali hanno l'abilità di seppellirsi tra i libri e di stender quanto vogliono con quella costanza che bisogna e con quella facilità che può procurare un gran possesso di erudizione ed un ammasso di capitali che si sono fatti. Fra questi ammiro il Noris, il quale lavorava molto presto e bene ed avrei voluto solamente che non avesse delle volte scelti certi argomenti oscuri, inutili e pieni di non senso, benché teologici » (52 BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, V, 1777, c. 857, 30 ottobre 1777).  
«Nella serie delle medaglie dei re, non abbiamo ancora tanti pezzi da stabilire quali appartengano loro respettivamente senza dubbiezza. Bisognerebbe che i letterati vi studiassero e facessero delle continue ed esatte ricerche in tutti i gabinetti che potessero veder e che a imitazione di Vaillant, di Carii e del Bayer, procurassero di assestare delle serie dei re ο correggere quelle di già abbozzato. Forse vi vuole ancora qualche nuova scoperta per spingere più oltre la scienza numismatica, ma il raccogliere ed il classare quanto esiste, è per dare sicuramente dei nuovi lumi, ed il Gabinetto del re di Francia, ch'esista, non credo che ancora sia stato bene ricercato con questo spirito. Nelle medaglie romane pare che vi resti poco a trovare di nuovo, ma nelle greche imperiali, in quelle delle colonie e delle città libere ed in quelle dei regi, è sempre aperto un vasto campo alla ricerche dei dotti che vogliono con innocenti studi consumare la loro vita e rendersi benemeriti di coloro che verranno» (BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, V, 1777, c. 883v, 18 dicembre 1777).  +
« Piano di nuove istituzioni numismatiche. Avendo più volte mostrato necessario che si stendessero nuove istituzioni numismatiche, darò lo scheletro della loro tessitura nel modo più semplice e natura le che posso idearmi. Definizione della voce medaglia ed in conseguenza spiegazione di ciò che s'intenda sotto questo nome, origine e uso loro. Qui è naturale il trattare se le medaglie sieno state veramente monete, come pare furon di dubbio, e di quelle che hanno servito ad altro uso. Materia, forma, grandezza, loro parti, cioè diritto e rovescio, leggende, lingue che si trovano nelle antiche medaglie. Divisione naturale delle medaglie. Sussidi per intenderle: geografici, storici, cronologici, mitologici, grammaticali. Utilità che deriva dallo studio numismatico. Catalogo delle città che hanno coniate monete, dei principi, delle diverse epoche, dei simboli ο deità espressi nelle medaglie, delle sigle ed abbreviazioni che si trova in esse, delle qualità che accrescono pregio alle medaglie ove della rarità, loro bellezza di lavoro ecc. Canoni per discernere le medaglie vere dalle false. Errori che s'incontrano nelle medaglie per colpa dei monetari. Giudizio delle migliori opere scritte sopra le medaglie. Mi lusingherei sotto questi capi di poter disporre quanto può cercarsi in materia di medaglie, e nella mente ho tutto la macchina del lavoro, tanto in grande, quanto può immagi narsi, avendovi pensato assai » (BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, V, 1777, c. 884, 19 dicembre 1777).  +
« Progetto d'Instituzioni numismatiche. Stando sull'idea espressa nell'anno scorso relativamente a comporre una nuova tuzione numismatica, pensavo che le medaglie hanno tre aspetti e possono conside rarsi sotto tre diversi punti di vista. 1 Possono esaminarsi relativamente alla loro fabbrica. 2 Possono combinarsi relativamente alla loro valuta in rispettivi tempi luoghi. 3 E possono valutarsi per le cognizioni di storia, di cronologia, di geografia di mitologia che ci somministrano, ο supplendo, ο correggendo, ο spiegando, autorizzando gli autori con questi riflessi che motivate istituzioni sarebbero più pie, più perfette, più nove di quante se ne sono scritte fin qui, m'hanno seco grandi difficultà. È un danno che la vita dell'uomo finisca ove ha principiato a sapere minciare. Questo è vero in tutti i sensi, considerando noi però la carriera letteraria, dico, che quando dovessi entrare ora nella medesima, seguiterei altri metodi quelli che ho abbracciati, mi tratterrei in altre letture e farei i miei spogli, prenderei i miei ricordi in altra forma. Per esempio non mi dispiacerebbe di fare come monsieur Falconet medico e della reale Accademia delle Iscrizioni, il quale scriveva tutto foglietti distribuiti in 24 classi con le loro suddivisioni. Forse sarebbe anche meglio disporli per ordine alfabetico. Insomma il meccanismo solo dello studio per aiutare la memoria, è una cosa che non s'impara se non con difficoltà e con tempo. perdita di ore che si fa intorno a cento e 1000 libri che si potrebbero trasandare, mancanza di lumi per dirigere con metodo le letture che si fanno? Insomma, s'impara a studiare quando finisce il tempo di studiare. Anche il mondo ha fatto così. risorgere le lettere, si è studiato senza averne un metodo. Quando si è avuto, inlanguidito il genio per lo studio, e la facilità ha nociuto » (BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, VI, 1778, c. 899v, 13 janvier 1778).  +
"Osservo che non è facile distinguere le monete dalle medaglie e dai gettoni, e che il signor Zanetti bolognese, che scrive in oggi sopra le prime*, non mi seppe dare nei mesi scorsi un carattere sicuro. La collezione imperiale di Vienna, confonde facilmente tutti questi generi, ed io credo di esser caduto in questo errore, onde nel ripassare i miei cataloghi procurerò di corregger mi, e all'occasione di stampare penso di stabilire dei canoni, acciò altri non inciampino in simili sbagli. Fin ora non ho veduto che alcuno abbia studiata questa materia, eppure ella è importante, poiché dal prendere per moneta quella che non è, si possono formare dei falsi sistemi sopra il prezzo e valuta delle specie, in un tal paese ο in un tal tempo" (AIMSS, Efemeridi, VIII, 1780, c. 1371v, 12 aprile 1780).  +
«Nella riordinazione dei marmi della R. Galleria, il dolcissimo Lanzi si è preso cancellare e di variare i nomi di molte teste ο scartandole ο ribattezzandole a sua fantasia. Ha sempre ragione? Sono lontano dal crederlo, ma sono ancor lontano dal voler com battere di punta le sue opinioni. Egli crede di vedere, e di veder credevano ancora i passati che ne sapevano quanto ne può sapere un gesuita. Poche scoperte di fresco si sono fatte in Roma che avvalorino i suoi giudizi, ed in questa materia le opinioni sono per lo più ideali, ancor quando si chiamano in aiuto le medaglie, le quali solo conservano presso a poco le immagini degli antichi. Potrei mettere in ridicolo questa operazione con stendere un dialogo fra due ο tre marmi, ma non è prudenza il farlo, almeno adesso. Serve solo il prender ricordo di questo arbitrio antiquario» (AIMSS, Efemeridi, VIII, 1780, c. 1482v, 26 novembre 1780).  +
"Ho detto che farei un dizionario numismatico, aggiungo ora che ce ne vorrebbe uno delle monete, ma diverso da quello ch'è stato fatto da monsieur Albert de Bazionghen, giacché questo studio prende piede e può tanto servire alla storia moderna quanto quello delle medaglie alla storia antica. Dico diverso perché un francese è come un gesuita: di rado pensa ad altri fuori che a se ed alle cose dei suoi. Un dizionario delle monete dovrebbe essere universale e dovrebbe, segnando i diversi nomi delle monete ne' diversi luoghi, darne il valore ed il rapporto, cosa assai difficile. Dovrebbe ancora richiamare tutti quelli che hanno pubblicate monete di alcuna città, spiegare i loro simboli, santi protettori, sovrani, e dovrebbe raccogliere i tanti e tanti monogrammi che nelle medesime s'incontrano, per facilitarne la lettura e la spiegazione" (55BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, IX, 1781, c. 1555, 6 marzo 1781).  +
«Mio Catalogo delle medaglie antiche della Real Galleria. Domani ο domani l'altro finisco di ripassare la copia già fatta in XIX volumi del catalogo delle antiche medaglie del R. Gabinetto, onde dopo che saranno terminate le correzioni, e che sarà legata, potrò presentarla a S.A.R., se un indice generale che penserei di farvi, non tratterrà ciò qualche settimana di più. I lumi che ho acquistati, per altro fanno sì che non sia affatto contento in qualche parte del lavoro, ma la copia sarebbe troppo imbarazzo il rifarla, onde converrà che abbia pazienza ristringa a migliorar la fatica nel mio abbozzo, lasciando che col tempo si prenda partito che piacerà, ο si riformi il tutto, perché la moda ο le nuove cognizioni ranno qualche nuova rivoluzione nella scienza numismatica. Intanto la riordinazione della R. Galleria porterà che fra poco, fuori delle medaglie antiche, tutto il resto in un altro Gabinetto detto già delle Mattematiche, il quale a questo effetto presente accomodando. Io mi sono prestato a questo, per acquistar luogo per distendere e situare dette antiche medaglie, del resto non torna benissimo che le ed i gettoni, con le medaglie moderne, sieno divise dalle altre antiche. Questa porta che io debba durate delle altre non previste fatiche, ma in qualche modo consumare il tempo ed il proseguire il mio libro non m'interessa per le cose già quanto m'interessava in passato, onde mi baloccherò altrimenti, se altri balocchi alle mani e riserverò detto lavoro a farlo a tempo avanzato » (BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, IX, 1781, c. 1633v, 6 agosto 1781).  +
« Ho terminato stamane di numerare tutte le antiche medaglie del R. Gabinetto per confrontarle col catalogo. Ora vorrei fare un indice sistematico, il quale servisse a trovare a colpo d'occhio quello che vi è, ed a sapere quello che serba. Io ci vado pensando, e rivolgo in mente vari disegni, ma ci vorrebbe chi mi aiutasse nell'ese guirli. Gli indici che osservo nei libri non mi contentano. Tempo addietro ne archi tettai uno molto vasto ed istruttivo, il quale non solo portava notati gli imperatori con le loro donne, le famiglie, i regi, gli uomini illustri, le città, tanto libere che soggette, ma le deità ancora, i magistrati, i riti, i giuochi, le cose militari, gli edifìzi, gli animali, le piante, i simboli ecc. Io non so ancora se averò adesso sofferenza di eseguirlo. Se niente altro mi restasse a fare, certamente mi baloccherei in esso, ma ho il catalogo dei disegni da finire, ho quello delle gemme da rivedere, aggiungendovi tutti gli altri pezzi che sono nel Gabinetto delle medaglie, ho le monete e le medaglie moderne da assestare, ho d'assistere a tempo nuovo all'inventario generale, ed ho da compiere di mettere in ordine il catalogo dei quadri per la stampa » (BNCF, Ν .A. 1050, Efemeridi, s. II, X, 1782, c. 1904, 29 novembre 1782).  +
«Poiché non posso attendere ancora a terminare la riordinazione del Gabinetto delle monete e medaglie moderne, atteso che non sono finiti interamente i banchi, mi balocco in queste mattinate fredde a compilare il Dizionario numismatico geografico, senza pretendere di perfezio narlo. Il mio aiuto, che non mi aiuta, non mi da il comodo di aggiustare certi altri miei disegni, onde per non perder tempo, mi trattengo in quello senza impegno e consumo, il mio ozio sentendo che nella mia oscurità con la mia insufficienza servo meglio il mio principe di un letterato, di un ex-gesuita, di qualunque uomo di talento che potesse essere alla testa di questo dipartimento ο che vi sia stato in addietro, a riserva del padre Noris che maneggiò le medaglie del granduca con più profitto di me, con più capacità, con più frutto per gli altri» (BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, XII, 1784, c. 2117v 7 gennaio 1784).  +
«Dei capricci me ne saltano sempre molti in testa. Amerei quello di tagliare quante figure di medaglie che trovar potessi e di ordinarle in tutte le maniere per teste, per rovesci, per legende, per grandezze, per metalli, così sciuperei cento libri, ma faci literei il mio dizionario e tutto il vasto studio numismatico. Dico che mi contenterei delle figure, perché ormai sono convinto che fuori del Gabinetto del re di Francia, altro non ve ne sia così ricco da poter servire alla mia idea. Se vi fosse, sarebbe più comodo, perché il gusto delle fabbrica delle medaglie non si può distinguere nelle figure. Questo è qualche cosa che più si sente con gli occhi, che si possa descrivere con le parole» (BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, XII, 1784, c. 2126, 23 gennaio 1784).  +
« Io proseguo a prendere un appunto delle medaglie duplicate del R. Gabinetto trovo nel tempo stesso dei veri pezzi non simili che sempre più m'imbrogliano l'artifizio degli antichi nel coniare le loro monete. Questa fatica sterile e disgustosa, mi occuperà tutto l'inverno e poi a primavera dovrò fare lo stesso nel Gabinetto medaglie e delle monete moderne, con che averò finito bene ο male i miei disporre un copioso Gabinetto, è un imbarazzo più grande e più lungo che crede, e nel mio, che ho dovuto variare, ridisporre, mutare più volte, questo razzo è riuscito quasi maggiore. Ma oggi mai faccio tutto con un certo comodo, scelta e per necessità, onde lo faccio adagio, avendo verificato che il far presto portò vantaggio veruno, e che non sono stato né riconosciuto, né ricompensato mia diligenza passata » (BNCF, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, XIII, 1785, c. 2348v, 25 gennaio 1785).  +
25 février 1787 (Florence): "Ho fatto conoscenza stamane col padre procuratore di Camaldoli, collettore di medaglie, ed ho veduta la sua raccolta che ha in Firenze, avendone un'altra imperiale in gran bronzo al sacro eremo, e l'ho trovata, per un dilettante, molto copiosa e ben in ordine. Ella nel più è una serie in piccol bronzo di teste d'imperatori e di auguste. Oltre a questo religioso che raccoglie ancora monete e medaglie moderne, vi è il padre Adami ex generale dei Serviti e l'abate Francesco Fontani, bibliotecario della Riccardiana, che ammassano medaglie e che tengono vivo questo studio in Firenze. Io non posso applicarci quanto vorrei, perché senza approvazione non posso fare delle grosse compre, ed alla spicciolata vien poco o è offerto a caro prezzo" (Firenze, Biblioteca nazionale centrale, N.A. 1050, Efemeridi, s. II, XV, 1787, c. 2779; Fileti Mazza - Tomasello 2000, p. 469-470, note 88).  +
-20 sept. 1789: "Questo giovane povero, e senza impiego se ne andò in Sicilia alla ventura, e fu raccolto dal principe di Biscari ove coltivò l’antiquaria, e la storia naturale. Poi passò in Levante, e molto si è trattenuto in Costantinopoli, di dove viene. Egli ha stampate varie lettere, ed ha preparate altre cose come i suoi Viaggi, la Storia del golfo di Costantinopoli, una Flora bizantina, un trattato del giardinaggio turco ecc., ma non scrive bene. La casa Renuccini gli dà degli aiuti, e pare che mercanteggi. Ha un’aria franca e naturale”  +
-Lettre du 13 juillet 1787 (de Florence) : «Dal signor Giovan Pietro La Vallette, per parte di un suo amico, mi è stata esibita in vendita una medaglia d'oro rarissima e interessante, di Eudocia moglie di Teodosio Iuniore, citata dal Mezzabarba, dal Bardurio e d'altri, perché nel rovescio porta gli anni dell'Imperio ed il numero dei consolati del consorte, cosa che pone in sicuro chi fosse veramente l'imperatrice di questo nome della quali si vedono più medaglie in diversi musei. Il possessore è contento di rilasciarla per zecchini otto, e di più era stimata nella storia degl'imperatori di Beauvais tutte le medaglie in oro di questa sovrana, onde accettando l'offerta a questo prezzo benché la presente non pesi che due denari e 18 grani, si da un prezioso orna mento al Gabinetto di S.A.R., non sapendosi in quale altro n'esista una simile. Per tal motivo mi avanzo a proporre a V.S.I., che fattone negozio con la R.A.S., si degni procurare l'approvazione di compra e far spedire l'ordine alla R. Depositeria per il pagamento» (Florence, AGU, Filza XX, 19 ; Fileti Mazza - Tomasello 2000, p. 459, note 60).  +
-Lettre du 17 avril 1776 (de Florence) : « Ho osservato le due medaglie trovate nelle vicinanze di Colle che VS.I. mi ha trasmesse, ed ho che la prima è un semiasse e la seconda un quadrante con la prora di nave nel rovescio e la testa di Ercole nel diritto, in quella barbata, in questo imberbe coperta con la di leone. Simili medaglie non sono rare, ma gli antiquari le stimano tutte indifferente mente quando hanno i segni del loro valore ο come queste, perché con una serie pensano di poter formare dei sistemi plausibili sopra le cose monetarie dei romani tempi della Repubblica, ai quali esse appartengono essendovi in ciò gran dubbiezza ancora per le diverse interpretazioni date ad un celebre passo di Plinio. In conseguenza le ho fatte pesare, ed ho trovato che il semiasse è danari 5 e grani 12, e il quadrante, quale è un poco consumato, denari 5 e grani 21 e 1/2. Semiassi così leggieri come non ne ho trovati nella R. Galleria, ed i quadranti che vi sono, sono ο più grandi scarsi. Il più curioso che pare in queste due medaglie, è che ambedue varino così fra loro nel peso, benché una sia metà dell'asse e l'altra la terza parte. Certo da ciò concludere che sono coniate in tempi diversi, benché ambedue verisimilmente la seconda guerra punica. Concludendo io credo che le medaglie meritino di passare nella R. Galleria e che siano molto ben pagate a valutarle una lira l'una. E nel ritornarle la lettera del signor vicario Falconcini con le medaglie predette, con vera stima confermo » (Forence, AGU, Filza IX, n° 20 ; Fileti Mazza - Tomasello 2000, p. 466, note 79).  +
-Lettre du 1 juin 1775 (de Florence) : «Ho saputo questa mattina, che per l'incanto dei Pupilli si devono vendere i libri doppi della Magliabechiana, e che questo deve succedere domani nel Collegio dei soppressi Gesuiti. Ho veduto il catalogo dei detti libri, ed ho ritrovato che fra essi ve ne sono diversi rari, necessari ο utili per questa R. Galleria e per facilitare la descrizione comandatami delle medaglie e gemme della medesima. Io rimetto a V. E. le note dei mentovati libri, che tanto a me che al signor abate Lanzi sembrano della qualità predetta, e rispettosamente la prego a far separare simili opere perché ne rimanga sospeso l'esito» (Florence, AGU, Filza VIII, 35 ; Fileti Mazza – Tomasello 2000, p. 447, note 34).  +
-Lettre du 9 septembre 1775 (de Florence) : «Ho trovato che in questo R. Gabinetto tutte le medaglie moderne, non tanto di rame che d'argento ed oro, sono confuse ed ammassate, non eccettuando neppure le pontificie, delle quali il signor Raimondo Cocchi ne compilò la descrizione nel 1761 per mandarsi a Vienna. Motivo di ciò, è stata la nuova distribuzione che fu data alle medaglie antiche, la ricca quantità di medaglie moderne acquistate da S.A.R. specialmente dagl'Orsini nel 1774 e passate qui dalla Palatina, e la mancanza di stipi adattati al numero e alla grandezza delle medesime. In questo stato, tali medaglie non possono restare senza essere inutili e senza rimaner sepolte alla vista dei forestieri e dei dilettanti. Perciò vengo umilmente a pregare V.E. che si compiaccia impetrare da S.A.R. gli ordini occorrenti per la R. Guardaroba, acciò mi somministri un mobile sull'idea che gli darò a suo tempo, per riporre il detto genere di medaglie. Io penso, per ora, che questo potesse essere un banco di sei ο sette braccia, in due pezzi, impiallacciato di legno di qualche stima, da stare nel mezzo della stanza nuova delle medaglie, con delle cassette ο tiratoi d'ambe le parti, nei quali collocherei ordinate e classate, dette medaglie. Manca il luogo per dei nuovi stipi simili a quelli che sono al muro in detta stanza, e i medesimi sono di una forma poco adattata a racchiudere pezzi di metallo di qualche mole, ed assai più propri per le medaglie antiche e per le monete moderne, che già contengono» (Florence, Archivio di Stato, Miscellanea di Finanze A 323; Fileti Mazza – Tomasello 2000, p. 441, note 8).  +